C’è una domanda che ha sempre generato dubbi: che cosa rappresenta realmente l’efficienza media stagionale di un impianto? Il suo calcolo è cambiato nel tempo e forse per questo è spesso oggetto di difficile interpretazione.
Le nuove Indicazioni agli operatori in merito all’applicazione della disciplina sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), forniscono finalmente un chiarimento importante su questo concetto, spesso interpretato in modo non uniforme.
Cos’è l’efficienza media stagionale
L’efficienza media stagionale è l’indicatore utilizzato per verificare il rispetto dei requisiti minimi degli impianti energetici.
Secondo il chiarimento del MASE:
L’efficienza media stagionale è il rapporto tra il fabbisogno di energia termica utile del servizio e il corrispondente fabbisogno di energia primaria totale.
In formula semplificata:

Al denominatore quindi non si utilizza solo la frazione non rinnovabile, ma anche la rinnovabile. L’obiettivo infatti è valutare quanta energia primaria viene consumata per soddisfare un determinato fabbisogno energetico.
Più il valore è elevato, maggiore è l’efficienza complessiva del sistema edificio-impianto.
La scelta diversa dell’APE in Lombardia
Attenzione alla Regione Lombardia.
Nella certificazione energetica prodotta a valle del Catasto Regionale CENED infatti, il valore dell’efficienza media stagionale è ancora calcolato utilizzando al denominatore solo il valore non rinnovabile.
Una differenza sostanziale rispetto all’approccio di norma nazionale.
Attenzione: non misura solo il generatore
Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere l’efficienza media stagionale con il rendimento della caldaia o della pompa di calore.
In realtà il parametro considera l’intera catena energetica:
- produzione;
- distribuzione;
- regolazione;
- emissione;
- conversione in energia primaria.
Per questo motivo due edifici dotati della stessa pompa di calore possono avere efficienze medie stagionali differenti.
Ad esempio, una pompa di calore installata in un edificio ben isolato e dotato di pannelli radianti lavorerà generalmente con efficienze superiori rispetto alla stessa macchina installata in un edificio poco efficiente con radiatori ad alta temperatura.
Cosa succede quando c’è la ventilazione meccanica
Tra i chiarimenti più importanti forniti dal MASE ce n’è uno che riguarda il calcolo del fabbisogno di energia termica utile ideale utilizzato al numeratore dell’efficienza media stagionale.
Il Ministero specifica che tale fabbisogno deve essere determinato utilizzando la ventilazione di riferimento prevista dalla UNI/TS 11300-1.
In pratica, il fabbisogno ideale di riscaldamento o raffrescamento dell’edificio viene sempre calcolato assumendo le condizioni standard di ventilazione naturale definite dalla norma tecnica.
Questo significa che, anche in presenza di sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, il valore utilizzato al numeratore dell’efficienza media stagionale non viene modificato dai benefici apportati dall’impianto di ventilazione. Mentre il valore utilizzato al denominatore chiaramente è calcolato considerando la ventilazione meccanica.
La ventilazione meccanica entra infatti nel calcolo della prestazione energetica complessiva dell’edificio e dei consumi dei servizi tecnici, ma non modifica il fabbisogno ideale utilizzato per determinare l’efficienza media stagionale.
Perché il MASE ha ritenuto necessario questo chiarimento
Negli anni si era generato qualche dubbio interpretativo sul fatto che il fabbisogno ideale dovesse essere determinato considerando le reali condizioni di ventilazione dell’edificio oppure una condizione standardizzata.
Il chiarimento ministeriale conferma che il riferimento resta quello definito dalla UNI/TS 11300-1: il fabbisogno ideale dell’involucro è determinato assumendo la ventilazione naturale di riferimento.
Questo significa che la scelta di alcuni di appellarsi ad un senso fisico del tema non ha valore.
La verifica deve seguire le regole indicate e non può essere facilmente superata adottando il fabbisogno più basso dovuto alla ventilazione meccanica.
Perché questo chiarimento è importante
La precisazione ministeriale conferma un principio fondamentale del metodo di calcolo nazionale:
l’efficienza media stagionale misura l’efficacia del sistema impiantistico nel soddisfare il fabbisogno energetico dell’edificio.
Cosa cambia per chi progetta e certifica
Dal punto di vista operativo il chiarimento del MASE conferma che:
- il numeratore è sempre il fabbisogno ideale dell’edificio reale;
- il riferimento è la ventilazione standard UNI/TS 11300-1;
- l’efficienza media stagionale è una prestazione del sistema edificio-impianto e non del solo generatore.
Per chi redige relazioni tecniche ex Legge 10, APE e verifiche dei requisiti minimi, questa interpretazione elimina dubbi che negli anni avevano generato letture differenti del parametro.
In un contesto normativo sempre più orientato alla decarbonizzazione, comprendere correttamente l’efficienza media stagionale diventa essenziale per valutare l’effettiva qualità energetica di un edificio e per progettare interventi realmente efficaci.
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