Tra gli interventi più frequenti sugli edifici esistenti c’è certamente il rifacimento del tetto. Sostituzione del manto di copertura, rifacimento della struttura, inserimento dell’isolamento o recupero del sottotetto sono operazioni molto comuni, ma spesso generano un dubbio tra tecnici e committenti: serve la Legge 10? No, per rifare il tetto non serve sempre la Legge 10. L’obbligo dipende dal fatto che la copertura faccia parte dell’involucro disperdente dell’edificio e dalla tipologia di intervento eseguito. Secondo il MASE, un tetto che sovrasta un sottotetto non climatizzato non è normalmente soggetto ai requisiti minimi di prestazione energetica.
La risposta non è sempre la stessa. Non tutti gli interventi sulla copertura richiedono la redazione della relazione tecnica prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 192/2005 e non tutti comportano l’applicazione dei requisiti minimi di prestazione energetica.
Per capire quando la Legge 10 è necessaria occorre partire da un concetto fondamentale: la copertura deve essere parte dell’involucro disperdente dell’edificio.
Che cos’è una superficie disperdente?
La normativa energetica non considera tutte le strutture dell’edificio allo stesso modo.
I requisiti minimi si applicano infatti agli elementi che delimitano il volume climatizzato, cioè agli ambienti riscaldati o raffrescati mediante impianti.
Questi elementi costituiscono l’involucro disperdente dell’edificio e comprendono tutte le strutture che disperdono verso esterno, locali non climatizzati e terreno. Ad esempio:
- pareti verso l’esterno;
- serramenti;
- pavimenti verso ambienti non climatizzati o verso il terreno;
- coperture;
- solai verso locali non climatizzati.
Una struttura può quindi essere considerata superficie disperdente soltanto se separa un ambiente climatizzato da un ambiente esterno, dal terreno oppure da un ambiente non climatizzato.
Restano escluse anche le superfici di separazione tra due appartamenti.
Questo principio è determinante per stabilire se un intervento sul tetto comporti o meno l’obbligo di redigere una Legge 10.
Il chiarimento del MASE sul tetto sopra un sottotetto non climatizzato
Le recenti “Indicazioni agli operatori in merito all’applicazione della disciplina sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici” pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica affrontano proprio uno dei casi che genera più dubbi.
Il documento chiarisce che il rifacimento di una copertura sovrastante un ambiente non climatizzato, come un sottotetto non riscaldato, non è soggetto ai requisiti minimi di prestazione energetica. Forse un retaggio del Superbonus? Quando effettivamente qualcuno consentì solo alla copertura di sottotetti non riscaldati un trattamento speciale.
Ma la motivazione interpretativa è molto semplice: in questa configurazione la copertura non fa parte dell’involucro disperdente dell’edificio.
Se tra l’ultimo piano riscaldato e il tetto è presente un sottotetto non climatizzato, il confine del volume climatizzato coincide con il solaio dell’ultimo piano e non con la falda della copertura.
Dal punto di vista energetico, la vera superficie disperdente è quindi il solaio verso sottotetto e non il tetto stesso.
Per questo motivo il semplice rifacimento della copertura non comporta l’applicazione dei requisiti minimi.
Il Ministero precisa tuttavia che, in questi casi, è fortemente consigliato isolare l’ultimo solaio appartenente all’involucro climatizzato, poiché è proprio attraverso questo elemento che avvengono le principali dispersioni termiche.

Quando il rifacimento del tetto richiede la Legge 10
La situazione cambia quando la copertura costituisce una superficie disperdente e quando l’intervento ricade in una delle casistiche disciplinate dal Decreto Requisiti Minimi.
Riqualificazione energetica dell’involucro edilizio
Se la copertura delimita direttamente un ambiente climatizzato e viene interessata da un intervento, si ricade negli interventi sull’involucro edilizio.
In questo caso devono essere verificate le prestazioni energetiche della struttura e la relazione tecnica diventa necessaria.
È il caso tipico di una copertura sopra un appartamento mansardato riscaldato o sopra l’ultimo piano di un edificio privo di sottotetto non climatizzato.
Ristrutturazione importante di secondo livello
La Legge 10 è necessaria anche quando l’intervento rientra nella definizione di ristrutturazione importante di secondo livello.
Si tratta degli interventi che interessano oltre il 25% della superficie disperdente dell’involucro dell’edificio e possono coinvolgere o meno gli impianti.
In queste situazioni il progettista deve verificare il rispetto delle prescrizioni previste dal Decreto Requisiti Minimi e documentarle nella relazione tecnica.
Recupero di un sottotetto e ampliamenti
Uno dei casi più interessanti riguarda il recupero dei sottotetti.
Molto spesso un locale inizialmente non climatizzato viene trasformato in mansarda abitabile mediante opere edilizie e impiantistiche.
In questo momento il volume climatizzato dell’edificio aumenta e il confine dell’involucro si sposta.
La copertura diventa a tutti gli effetti una superficie disperdente e deve rispettare le prescrizioni previste dalla normativa energetica.
Di conseguenza è normalmente richiesta la redazione della Legge 10 e l’esecuzione delle verifiche energetiche previste per il nuovo volume climatizzato.
Anche gli ampliamenti possono comportare l’obbligo di predisporre la relazione tecnica, quando superano i 500 mc o il 15% del volume preesistente.
Quando l’intervento sul tetto è collegato alla realizzazione di nuovi volumi climatizzati, si seguono le regole previste dalla normative.
Un esempio pratico
Immaginiamo un’abitazione unifamiliare composta da un piano abitato e da un sottotetto non praticabile e non riscaldato.
Il proprietario decide di sostituire completamente il manto di copertura e di rifare la struttura del tetto.
In questo caso, secondo il chiarimento del MASE, la copertura non rappresenta una superficie disperdente del volume climatizzato e l’intervento non è soggetto ai requisiti minimi di prestazione energetica.
Se invece lo stesso tetto delimita ambienti riscaldati, la situazione cambia radicalmente. La copertura diventa parte dell’involucro disperdente, devono essere rispettati i limiti di trasmittanza e risulta necessaria la redazione della Legge 10.
La differenza non dipende quindi dal tetto in sé, ma dalla posizione del confine tra volume climatizzato e volume non climatizzato.
Per questo motivo, prima di valutare se un intervento richieda o meno una Legge 10, è sempre necessario individuare correttamente quali strutture fanno realmente parte dell’involucro disperdente dell’edificio.
Hai un caso come questo e hai dubbi?
FAQ 1
Se rifaccio solo le tegole del tetto serve la Legge 10?
Non necessariamente. Se l’intervento riguarda esclusivamente il manto di copertura e non interessa una superficie disperdente del volume climatizzato, la relazione tecnica potrebbe non essere necessaria.
FAQ 2
Se sopra l’abitazione c’è un sottotetto non riscaldato devo verificare la trasmittanza del tetto?
Secondo le indicazioni operative del MASE, la copertura non fa parte dell’involucro disperdente quando sovrasta un ambiente non climatizzato. In questo caso la superficie disperdente è il solaio che separa l’abitazione dal sottotetto.
FAQ 3
Il recupero di un sottotetto richiede la Legge 10?
Sì. Il recupero di sottotetto può essere generalmente equiparabile ad una nuova costruzione o ampliamento. In ogni caso, quando il sottotetto diventa un ambiente climatizzato, la copertura entra a far parte dell’involucro disperdente e devono essere effettuate le verifiche energetiche previste dalla normativa.
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