Il calcolo è terminato, la classe energetica è stata attribuita e l’Attestato di Prestazione Energetica sembra pronto.
Prima della firma, però, resta un ultimo passaggio: controllare che i dati inseriti, il modello e i risultati restituiti dal software siano coerenti tra loro e con l’edificio che abbiamo sopralluogato.
Non si tratta di rifare il lavoro dall’inizio. Si tratta di fermarsi ancora qualche minuto e rileggere l’APE con un obiettivo preciso:
capire se ciò che stiamo per dichiarare descrive davvero l’immobile certificato.
Il software ha concluso il calcolo. Chi certifica no
Un software può elaborare correttamente i dati che gli abbiamo fornito. Non può però sapere se abbiamo associato il generatore al servizio sbagliato, dimenticato una zona climatizzata o attribuito all’unità immobiliare tutto l’impianto fotovoltaico condominiale.
Molti errori non producono necessariamente un messaggio di anomalia. Il calcolo arriva alla fine, l’attestato viene generato e il risultato può persino sembrare plausibile.
Il controllo finale serve proprio a intercettare questi casi.
Il riferimento nazionale resta costituito dalle Linee guida per la certificazione energetica degli edifici contenute nel DM 26 giugno 2015. Firma, deposito, documenti richiesti e controlli possono però dipendere anche dalle disposizioni regionali o provinciali applicabili.
Per questo bisogna distinguere tra:
- requisiti previsti dalla normativa;
- verifiche di coerenza tecnica;
- buone pratiche professionali;
- procedure richieste dal catasto energetico competente.
Non sono la stessa cosa.
Cosa controllare prima di firmare l’APE
Ho raccolto il controllo finale in 12 passaggi.
1. Identificazione dell’immobile
Foglio, particella, subalterno, indirizzo, piano e interno devono ricondurre senza ambiguità all’unità sopralluogata e modellata.
2. Oggetto della certificazione
L’unità o la porzione di edificio dichiarata nell’APE deve coincidere con il perimetro effettivamente inserito nel software.
3. Categoria d’uso
La categoria utilizzata nel calcolo deve essere coerente con l’uso dell’immobile ai fini energetici. La sola categoria catastale non è sufficiente per stabilirla.
4. Geometria, superfici e volumi
Superficie utile, superficie disperdente, volume climatizzato e rapporto S/V devono risultare plausibili tra loro e riconoscibili rispetto alla geometria dell’edificio.
5. Involucro edilizio
Strutture opache, serramenti e ponti termici devono derivare da documenti, rilievi o metodi di stima coerenti con il livello di conoscenza disponibile.
6. Servizi energetici
Occorre verificare quali servizi siano presenti e quali debbano entrare nel calcolo in relazione alla categoria d’uso: climatizzazione, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione e trasporto di persone, dove previsti.
7. Sistemi impiantistici
Servizi, zone, sottosistemi, generatori e vettori energetici devono essere collegati correttamente. I singoli dati possono essere plausibili e appartenere comunque alla catena sbagliata.
8. Fonti rinnovabili
Il contributo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili deve essere documentato e attribuito all’unità certificata nella quota effettivamente disponibile.
9. Edificio di riferimento e classe energetica
EPgl,nren, edificio di riferimento e classe attribuita devono essere coerenti con il metodo previsto dalle Linee guida. Se la classe sorprende, non si corregge il risultato: si cerca la causa nel modello.
10. Plausibilità dei risultati
Il valore complessivo deve essere letto insieme agli indici dei singoli servizi e ai vettori energetici. Un totale credibile può nascondere componenti che non lo sono.
11. Raccomandazioni
Gli interventi migliorativi devono riferirsi all’edificio certificato, essere tecnicamente sensati e riportare risultati coerenti. Le raccomandazioni generate automaticamente dal software devono sempre essere rilette.
12. Dati e dichiarazioni per il deposito
Prima della firma occorre controllare date, dati identificativi, dichiarazioni, validità dell’attestato e informazioni richieste dalla procedura regionale o provinciale.
Il controllo più utile è quello incrociato
Controllare un dato singolarmente non sempre basta.
Un generatore può essere inserito correttamente, ma associato al servizio sbagliato. Una superficie può apparire ragionevole, ma non essere coerente con il volume climatizzato. Un impianto fotovoltaico può esistere realmente, ma essere attribuito per intero a un’unità che ne utilizza solo una quota.
È nel confronto tra informazioni diverse che spesso emerge l’errore.
Il controllo finale non dovrebbe quindi limitarsi a chiedere:
“Ho compilato questo campo?”
La domanda più utile è:
“Questo dato è coerente con tutto il resto?”
Una scheda tecnica da tenere accanto al tuo software
Per rendere questo passaggio più rapido ho preparato:
Scheda tecnica APE – I 12 controlli prima della firma
Per ciascun punto trovi:
- cosa verificare;
- il controllo da fare;
- dove si nasconde più spesso l’errore.
Non è una guida alla redazione dell’APE e non sostituisce il sopralluogo. È uno strumento pensato per il momento in cui il calcolo è concluso e l’attestato sta per essere firmato.
Scarica gratuitamente la Scheda tecnica APE e utilizzala prima del prossimo deposito.
Se un dato non torna, fermati. Prima della firma puoi ancora capire da dove arriva. Dopo il deposito dovrai anche correggerlo.
Domande frequenti
Cosa bisogna controllare prima di firmare un APE?
Prima della firma è utile verificare l’identificazione dell’immobile, l’oggetto della certificazione, la categoria d’uso, la geometria, l’involucro, i servizi energetici, gli impianti, le fonti rinnovabili, la classe, la plausibilità dei risultati, le raccomandazioni e i dati richiesti per il deposito.
Il software verifica automaticamente la correttezza dell’APE?
Il software esegue il calcolo e può effettuare controlli sui dati inseriti, ma non può verificare autonomamente che il modello rappresenti correttamente ciò che il certificatore ha rilevato nell’edificio.
Le modalità di deposito dell’APE sono uguali in tutta Italia?
No. Le procedure operative, i portali e alcuni documenti richiesti possono variare tra Regioni e Province autonome. Prima del deposito bisogna verificare le disposizioni del catasto energetico competente.
Perché controllare i risultati dei singoli servizi?
Perché un valore energetico complessivo plausibile può derivare dalla compensazione tra componenti anomale. Leggere separatamente riscaldamento, raffrescamento, ACS e gli altri servizi aiuta a individuare eventuali errori nel modello.
Se un dato non ti torna, fermati. Meglio una domanda in più prima della firma, quando puoi ancora capire da dove arriva.
Dopo il deposito, invece, dovrai anche correggerlo.
Se sei un professionista e vuoi un confronto tecnico prima di firmare l’APE, possiamo rivedere insieme il modello, i risultati e i punti che meritano un approfondimento.
Se invece hai ricevuto un APE e vuoi capire se i dati riportati sono coerenti con il tuo immobile, puoi richiedere una consulenza di lettura e verifica dell’attestato.