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Nuovo Decreto Requisiti Minimi: come cambia la classe energetica

Dal 3 giugno 2026 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi, pubblicato con il D.M. 28 ottobre 2025 in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025. Il provvedimento aggiorna il quadro normativo…

Dal 3 giugno 2026 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi, pubblicato con il D.M. 28 ottobre 2025 in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025. Il provvedimento aggiorna il quadro normativo introdotto dal DM 26 giugno 2015 e modifica in modo significativo il metodo con cui vengono calcolate le prestazioni energetiche degli edifici.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la classe energetica degli edifici.
La domanda che molti professionisti e professioniste si stanno facendo è semplice:

Con il nuovo Decreto Requisiti Minimi cambia la classe energetica degli edifici?

Per capire meglio l’impatto reale del nuovo impianto normativo ho eseguito alcune simulazioni su un appartamento residenziale situato a Roma, confrontando i risultati ottenuti con il metodo attuale e con quello che sarà obbligatorio dal 3 giugno 2026.

Perché la classe energetica può cambiare

Una delle novità più rilevanti del nuovo decreto riguarda il trattamento dei ponti termici nell’edificio di riferimento.
Nel nuovo quadro normativo vengono infatti introdotte verifiche più dettagliate e una modellazione più completa dei ponti termici, inclusi quelli legati ai serramenti.

Questo significa che il confronto tra edificio reale ed edificio di riferimento cambia.
E quando cambia il riferimento, può cambiare anche la posizione dell’edificio all’interno della scala delle classi energetiche.

Non si tratta quindi di una modifica puramente “grafica” dell’APE, ma di un cambiamento metodologico che può incidere direttamente sulla classificazione finale.

La simulazione: appartamento a Roma e variazione dei serramenti

Per analizzare gli effetti concreti del nuovo decreto ho simulato tre configurazioni dello stesso appartamento:

  • serramenti pari al 15% della superficie disperdente;
  • serramenti pari al 30%;
  • serramenti pari al 50%.

Per ogni caso ho confrontato:

  • il calcolo effettuato con il metodo attuale;
  • il calcolo effettuato secondo il nuovo Decreto Requisiti Minimi 2026.

L’obiettivo era capire quanto l’introduzione dei nuovi ponti termici nell’edificio di riferimento possa modificare il posizionamento energetico dell’edificio.

Nuovo Decreto Requisiti Minimi come cambia la classe energetica

Vuoi conoscere maggiori dettagli su come ho eseguito le simulazioni?

Cosa emerge dalle simulazioni

Le simulazioni mostrano alcuni aspetti molto interessanti.

1. La classe energetica può realmente cambiare

Sì, il cambio di classe è possibile.
Non accade in tutti i casi, ma accade soprattutto negli edifici vicini ai limiti tra una classe e l’altra.

Questo significa che edifici oggi classificati, ad esempio, in classe D potrebbero ritrovarsi in classe C senza alcun intervento edilizio reale, semplicemente per effetto del nuovo metodo di calcolo.

2. Il salto di classe tende ad avvenire “verso l’alto”

Nelle simulazioni effettuate il cambiamento più frequente è stato un miglioramento della classe energetica.

Il motivo è legato proprio alla revisione dell’edificio di riferimento e alla nuova gestione dei ponti termici dei serramenti, che modifica il benchmark rispetto al quale viene confrontato l’edificio reale.

3. Gli edifici più performanti cambiano meno

Un altro dato interessante riguarda gli edifici nelle classi energetiche più alte.

Man mano che la qualità energetica dell’edificio aumenta, la probabilità di variazione della classe si riduce.
In pratica, gli edifici già molto efficienti risultano meno sensibili agli effetti del nuovo metodo di calcolo.

4. Più serramenti non significa automaticamente cambio classe

È forse il risultato più controintuitivo.

Aumentare la percentuale di serramenti non comporta automaticamente un cambio di classe energetica.
L’effetto dipende infatti da molti fattori:

  • geometria dell’edificio;
  • rapporto superficie/volume;
  • qualità dell’involucro;
  • caratteristiche dei serramenti;
  • impianti presenti;
  • posizione rispetto ai limiti delle classi.

Per questo motivo non esiste una regola universale valida per tutti gli edifici.

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L’autrice

Annachiara Castagna

Ingegnera edile specializzata in efficienza energetica, normativa tecnica e innovazione digitale. Da oltre quindici anni traduco la complessità normativa in conoscenza, metodo e strumenti operativi per professionisti e professioniste.

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