Che differenza c’è tra l’Attestato di Prestazione Energetica e la diagnosi energetica dell’edificio?
Tra i molti documenti che dobbiamo produrre nel nostro lavoro, il più conosciuto resta sicuramente l’APE, che qualche anno fa si chiamava ACE: la certificazione energetica.
Nella sola Regione Lombardia si sono emessi oltre 2 milioni e 300 mila APE dall’istituzione del catasto regionale, di cui oltre 1.5 milioni riguardano edifici residenziali.
In effetti per vendere o affittare un appartamento, una villa o un piccolo monolocale è necessario sempre allegare agli atti l’Attestato di Prestazione Energetica, una fotografia prestazionale dell’energia che l’edificio consuma in condizioni standard.
Come abbiamo già visto, anche la diagnosi energetica ci mostra i consumi dell’edificio, ma sono proprio le condizioni di calcolo che cambiano. Nell’analisi richiesta per la diagnosi valutiamo i consumi e le prestazioni dell’edificio nel suo uso reale, e non in un uso standardizzato.
TERMOLOG è il software BIM per l’APE, il progetto e la diagnosi energetica. Con lo stesso modello puoi eseguire la diagnosi dell’edificio, valutare l’accesso agli incentivi fiscali e ottenere l’APE prima e dopo gli interventi di miglioramento.
Quali sono i contenuti dell’APE?
L’APE è formato da sostanzialmente 4 pagine:
- nella prima si riportano i dati catastali, la classe energetica e le faccine che esprimono la qualità dell’involucro, in inverno e in estate
- nella seconda si trovano i consumi e gli interventi di miglioramento
- nella terza i dettagli degli impianti installati
- nell’ultima i dati del certificatore

Nella seconda pagina quindi si trovano i consumi calcolati in condizioni standard: per chi riceve l’APE, ma anche per chi lo redige, spesso non è chiaro che questi consumi non sono rappresentativi della situazione reale, ma di un uso dell’edificio di tipo standard. Nella procedura di calcolo di questi consumi consideriamo l’impianto acceso per 24 ore al giorno, all’interno della zona manteniamo la stessa temperatura per tutte le ore e all’esterno il clima che utilizziamo è dettato da una norma (UNI 10349): si dice in questo caso che utilizziamo un calcolo standard, chiamato dalla normativa tecnica UNI TS 11300, Asset Rating (A2).
La finalità dell’APE è quella di confrontare gli edifici e distinguere quelli più efficienti premiandone la classe energetica, un po’ come già succede quando acquistiamo un elettrodomestico.
Anche gli interventi di miglioramento riportati nelle Raccomandazioni hanno lo stesso scopo: definire quale classe energetica e quindi quale potenziale acquisterebbe l’edificio se si attuassero le strategie di efficientamento proposte.
Cosa cambia per la diagnosi energetica?
La differenza tra queste due analisi è proprio nelle ipotesi di partenza. Se per l’APE infatti, i dettagli di calcolo dell’edificio sono definiti dalla norma, nel caso di diagnosi è necessario adattare l’edificio all’uso reale, ai comportamenti che chi vive, lavora, agisce nell’edificio mantiene durante la giornata.

Per fare una diagnosi dobbiamo conoscere
- il clima reale, riferito ad almeno gli ultimi tre anni
- le temperature reali registrate nella zona, oppure la programmazione del termostato
- per quanto tempo i nostri utenti aprono le finestre, e quindi generano ricambio d’aria
- I giorni e le ore reali di funzionamento delle centrali
Solo così possiamo arrivare a determinare il reale consumo dell’edificio e proporre interventi di miglioramento energetico che sia effettivamente applicabili e che conducano veramente alla riduzione dei consumi stimata.
Se l’APE ci dice quanto consuma idealmente il nostro edificio paragonato agli altri, la diagnosi energetica ci mostra i veri difetti e i veri consumi legati agli usi reali dell’edificio, per arrivare a determinare azioni di riqualificazione che realizzino il miglior rapporto tra costi sostenuti e benefici attesi.
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