È stato pubblicato il nuovo decreto del Direttore del GSE che rimodula i limiti di spesa del Conto Termico 3.0 per il 2026.
Un segnale molto preciso su come si sta evolvendo il mercato degli incentivi energetici.
Limite complessivo invariato: 900 milioni di euro
Il decreto del Direttore Generale della Direzione domanda ed efficienza energetica n. 72 del 10 aprile 2026 conferma il limite di spesa annua complessiva:
- 900 milioni di euro
Non cambia quindi la dimensione dello strumento.
Quello che cambia è come queste risorse vengono distribuite.
Nuova ripartizione: equilibrio tra PA e privati
Per il 2026, la suddivisione della spesa viene rimodulata in modo netto:
- 450 milioni di euro per le Pubbliche Amministrazioni, invece dei precedenti 400 milioni
- 450 milioni di euro per i soggetti privati, invece dei precedenti 500 milioni.
Si passa quindi a una distribuzione perfettamente equilibrata tra i due ambiti.

Perché il GSE interviene sulla distribuzione
Il decreto esplicita chiaramente la finalità della rimodulazione, aumentare la quota destinata alle Pubbliche Amministrazioni in funzione:
- dell’andamento delle richieste. Sappiamo infatti che nel solo primo mese di utilizzo del portale di GSE sono state avanzate oltre 3 mila richieste.
- degli obiettivi di politica energetica nel settore pubblico
Questo significa che non si tratta di una scelta teorica, ma di una risposta a dati reali.
La domanda pubblica sta crescendo.
Il ruolo crescente della Pubblica Amministrazione
L’aumento della quota destinata alla PA ovviamente è dettato dalla grande richiesta avanzata. Sappiamo infatti che la maggioranza delle richieste arrivate nel primo mese di questo Conto Termico 3.0 riguarda:
- gli interventi per i comuni con meno di 15.000 abitanti
- la riqualificazione degli edifici dell’edilizia residenziale pubblica.
Il settore pubblico chiaramente ha un patrimonio edilizio ampio e spesso energivoro ed è soggetto a obiettivi stringenti di riduzione dei consumi, come la Direttiva di Efficienza Energetica.
Questo rende il Conto Termico uno strumento particolarmente efficace in questo contesto. E spiega perché le risorse vengono riallineate.
Cosa sta succedendo davvero: perché il portale è stato chiuso
Il decreto del GSE chiarisce un passaggio fondamentale che spesso sfugge. Il portale è stato chiuso temporaneamente a causa dell’elevato numero di richieste, per consentire le attività istruttorie e verificare la sostenibilità degli impegni assunti.
Dalle analisi del GSE emerge che:
- le prenotazioni della Pubblica Amministrazione sono significativamente superiori agli interventi realizzati con accesso diretto
- queste prenotazioni generano proiezioni di spesa sugli anni futuri
- tali proiezioni non consentono l’accettazione di nuove istanze in prenotazione
Questo significa che una parte rilevante delle risorse non è ancora stata spesa, ma è già impegnata.
Cosa significa davvero questa rimodulazione
La riapertura del portale con operatività limitata al solo accesso diretto non è casuale.
E questo punto cambia completamente la lettura. Non siamo di fronte ad una riduzione degli incentivi, né semplicemente a una mancata crescita.
È una scelta precisa.
Il sistema sta dicendo:
- gli interventi già realizzati vanno tutelati
- le prenotazioni stanno saturando la capacità futura
- serve riequilibrare il meccanismo
Siamo di fronte a un sistema che sta raggiungendo i propri limiti operativi.
E che analizza gli impegni presi e redistribuisce le risorse.
Il messaggio reale del GSE
Il Conto Termico 3.0 non è fermo. Il vero problema: non l’accesso diretto, ma le prenotazioni.
Sta funzionando talmente tanto che:
- le risorse vengono impegnate prima ancora di essere erogate
- il sistema deve essere regolato per evitare squilibri
E questo è un segnale molto diverso da quello che si legge superficialmente. E’ il momento di Pianificare.
Ci sono molti aspetti di questo Conto Termico 3.0 che meritano una lettura più approfondita. Se vuoi confrontarti con me, parliamone.
