Conto Termico 3.0: quando sono ammesse demolizione e ricostruzione?

Tra i chiarimenti più interessanti pubblicati recentemente dal GSE sul Conto Termico 3.0 c’è una FAQ che riguarda gli interventi di demolizione, ricostruzione e trasformazione degli edifici in nZEB (Nearly Zero Energy Building), classificati come interventi di tipo II.D.

La domanda nasce da un dubbio frequente tra progettisti e progettiste: è possibile accedere all’incentivo in caso di demolizione e successiva ricostruzione dell’edificio?

Demolizione e ricostruzione: quando sono ammesse

Secondo il GSE, la demolizione con ricostruzione è incentivabile esclusivamente quando il soggetto beneficiario è una Pubblica Amministrazione oppure un Ente del Terzo Settore non economico, per edifici di loro proprietà.

In questi casi è possibile:

  • demolire l’edificio esistente e ricostruirlo in una diversa localizzazione all’interno dello stesso Comune, purché l’intervento faccia parte di un progetto integrato;
  • demolire un edificio e ricostruirne più di uno, oppure accorpare più edifici in un unico nuovo fabbricato, a condizione che l’operazione sia prevista da un unico progetto approvato con un solo provvedimento amministrativo;
  • effettuare una demolizione parziale e realizzare un nuovo corpo di fabbrica anche in un diverso sedime, purché il nuovo edificio sia completamente autonomo dal punto di vista strutturale, funzionale e impiantistico.

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Il limite dell’incremento volumetrico

La FAQ chiarisce inoltre un aspetto particolarmente importante per la progettazione: l’intervento può prevedere un incremento della volumetria, ma entro limiti precisi.

Per mantenere l’accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0, la volumetria lorda finale non può superare del 25% quella dell’edificio esistente.

Nel calcolo devono essere considerati:

  • i volumi lordi dell’edificio;
  • tutti i locali, compresi quelli non climatizzati.

Il superamento di questo limite comporta la perdita dell’incentivo sull’intero intervento, non soltanto sulla quota eccedente.

L’intervento deve riguardare l’intero edificio

Un ulteriore chiarimento riguarda l’ambito di applicazione dell’intervento nZEB. Il GSE conferma che la trasformazione in edificio a energia quasi zero deve interessare l’intero edificio e non può essere richiesta per singole unità immobiliari o porzioni di fabbricato.

L’unica eccezione riguarda i casi di demolizione parziale ammessi per Pubbliche Amministrazioni ed ETS non economici, nei quali il nuovo corpo edilizio deve comunque essere indipendente dal fabbricato esistente.

Cosa cambia

Questo chiarimento fornisce maggiore certezza nella pianificazione degli interventi di rigenerazione edilizia finanziabili attraverso il Conto Termico 3.0. Per i tecnici diventa fondamentale verificare fin dalle prime fasi progettuali due aspetti:

  1. il rispetto del limite del 25% di incremento volumetrico;
  2. la corretta configurazione dell’intervento come progetto unitario, soprattutto nei casi di demolizione e ricostruzione con modifiche del numero o della posizione degli edifici.

La FAQ conferma inoltre l’orientamento del GSE verso una visione più ampia della riqualificazione energetica, che consente alle Pubbliche Amministrazioni di cogliere opportunità di rigenerazione urbana senza perdere l’accesso agli incentivi previsti per gli edifici nZEB.


Se hai qualche dubbio scrivimi senza timore: non ci sono mai domande inutili!


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Pubblicato da Annachiara Castagna

Ingegnera Edile e Product Manager di TERMOLOG, software per il calcolo energetico degli edifici. Specializzata in procedure di calcolo energetico per l'APE, il Progetto energetico, la diagnosi degli edifici, la simulazione dinamica ISO 52016, metto a disposizione forze e pensieri perché si aprano sempre nuove opportunità di conoscenza.

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