Se hai mai guardato la scheda tecnica di una pompa di calore, probabilmente ti sei imbattuto in una sequenza di sigle COP, SCOP, EER, SEER, SPF che sembrano dire tutte la stessa cosa. Non è così. Ognuna misura qualcosa di diverso, in condizioni diverse, con un grado diverso di “verità”. E la differenza non è un dettaglio per addetti ai lavori: è spesso il motivo per cui il rendimento dichiarato non coincide con quello che vedi in bolletta.

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Scopri l’assistentePerché esistono così tanti indici
La normativa europea (EN 14511, EN 14825, Regolamento UE 813/2013) ha costruito questi indici in momenti diversi, per rispondere a esigenze diverse: confrontare macchine in laboratorio, stimare un consumo stagionale, assegnare una classe energetica, misurare cosa succede davvero una volta installato l’impianto. Il risultato è una scala che va dal dato più teorico al dato più reale ed è proprio questa scala l’idea alla base della tavola visiva che accompagna questo articolo.
I 7 acronimi, in ordine di realtà
COP ed EER sono i più teorici: fotografano la resa della macchina in un singolo istante, a temperature fisse stabilite in laboratorio (per il COP, tipicamente aria esterna a 7°C e acqua in uscita a 35°C). Sono perfetti per confrontare due modelli tra loro, ma dicono poco su cosa succederà a casa tua in una giornata di gennaio a -2°C.
SCOP e SEER fanno un passo avanti: mediano il rendimento su un’intera stagione, calcolando il comportamento della macchina su più fasce di temperatura e su tre climi di riferimento (freddo, medio, caldo). È il numero che si avvicina di più a un consumo annuo realistico, pur restando un calcolo a tavolino, non una misura.
COP e SCOP vengono spesso confusi, ma descrivono prestazioni diverse: il primo è riferito a specifiche condizioni di funzionamento, mentre il secondo rappresenta una prestazione stagionale.
→ COP e SCOP nelle pompe di calore: qual è la differenza?
ηs (ETAS), l’indice dietro alla classe energetica in etichetta, nasce dallo SCOP corretto con fattori aggiuntivi: consumi ausiliari, assorbimenti in stand-by, contributo della regolazione. È il numero che decide se una macchina è A++ o A+++, ma eredita comunque i limiti di un calcolo normato.
SPF (Seasonal Performance Factor) descrive la prestazione stagionale del sistema su un determinato periodo e rispetto a un preciso confine energetico. Può essere determinato a partire dai dati energetici del sistema nelle effettive condizioni operative.
GUE, infine, è la variante per chi valuta pompe di calore ad assorbimento o adsorbimento alimentate a gas: stesso principio del COP, ma con l’energia primaria del combustibile al posto dell’elettricità.
I 7 acronimi in sintesi
| Acronimo | Cosa misura | Momento della misura |
|---|---|---|
| COP | Rendimento in riscaldamento a un punto fisso di temperatura | Laboratorio, istantaneo |
| EER | Rendimento in raffrescamento a un punto fisso di temperatura | Laboratorio, istantaneo |
| SCOP | Rendimento medio in riscaldamento su un’intera stagione | Calcolato, stagionale |
| SEER | Rendimento medio in raffrescamento su un’intera stagione | Calcolato, stagionale |
| ETAS | Efficienza energetica stagionale usata per la classe in etichetta | Calcolato da SCOP + correzioni |
| SPF | Rendimento reale dell’impianto installato | Misurato sul campo |
| GUE | Rendimento delle pompe di calore a gas | Laboratorio, istantaneo |
Quale numero guardare
Se stai confrontando due macchine sulla carta, il COP ti dice poco: guarda SCOP o SEER, perché riflettono un comportamento stagionale, non un singolo punto di funzionamento. Se stai valutando la classe energetica, il riferimento è ETAS. Lo SPF è particolarmente utile per valutare la prestazione stagionale effettivamente ottenuta dal sistema installato, purché siano chiari il periodo di osservazione e il confine energetico considerato.
Per chi progetta e installa, questa distinzione non è accademica: dichiarare uno SCOP di targa senza discutere con il cliente le condizioni reali dell’edificio (isolamento, temperature di mandata, regolazione) è uno dei motivi più comuni di aspettative disattese sul risparmio energetico promesso.
La mappa visiva
Per tenere tutto a portata di mano, durante un sopralluogo, in fase di scelta della macchina, o semplicemente per capirci qualcosa in più, abbiamo costruito una tavola visiva che raccoglie tutti e 7 gli acronimi.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra COP e SCOP in una pompa di calore? Il COP misura il rendimento della pompa di calore in un singolo istante, a una temperatura fissa di prova in laboratorio. Lo SCOP media il rendimento su un’intera stagione di riscaldamento, calcolato su più fasce di temperatura secondo la norma EN 14825. Lo SCOP è quindi un indicatore più realistico del consumo annuo.
Cosa significa SPF in una pompa di calore? SPF sta per Seasonal Performance Factor. A differenza di COP, SCOP ed EER, che sono valori calcolati, lo SPF è misurato sul campo, sull’impianto realmente installato, monitorando i consumi reali per un periodo stagionale o annuale. È il dato più vicino alla realtà.
Qual è un buon valore di COP per una pompa di calore? Un COP superiore a 4 è generalmente considerato buono per una pompa di calore aria-acqua nelle condizioni di prova standard. Tuttavia il COP da solo non basta per valutare l’efficienza reale di un impianto: vanno considerati anche SCOP e, se disponibile, SPF.
Cos’è l’ETAS di una pompa di calore? ETAS (o ηs) è l’indice di efficienza energetica stagionale usato per assegnare la classe energetica in etichetta secondo il Regolamento UE 813/2013. Deriva dallo SCOP, corretto con fattori che tengono conto di consumi ausiliari, stand-by e sistema di regolazione.
Il COP dichiarato in scheda tecnica corrisponde al consumo reale in bolletta? Non necessariamente. Il COP è misurato in laboratorio a condizioni fisse, mentre il consumo reale dipende da temperatura esterna, isolamento dell’edificio, temperatura di mandata e regolazione dell’impianto. Per una stima più realistica è meglio guardare lo SCOP, e quando disponibile lo SPF misurato sul campo.
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