SCOP o COP nelle Pompe di Calore: cosa cambia?

Dal 3 giugno 2026 è entrato in piena vigenza il Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025, che segna una svolta profonda nel modo in cui le pompe di calore vengono valutate in Italia. Il cambiamento più significativo? Si abbandona definitivamente il COP come parametro di riferimento normativo per le pompe di calore e si passa allo SCOP. Non è un semplice aggiornamento di sigle: è un cambio di paradigma nella valutazione dell’efficienza energetica.

In questo articolo tecnico analizziamo nel dettaglio cosa sono COP e SCOP, perché differiscono, cosa ha cambiato il decreto e cosa significa concretamente per progettisti, installatori e committenti.


Cos’è il COP (Coefficient of Performance)

Il COP — Coefficiente di Prestazione — è il parametro classico che misura l’efficienza di una pompa di calore in un preciso istante operativo. Matematicamente è semplice:

COP = Energia termica prodotta (kWh) / Energia elettrica consumata (kWh)

Un COP pari a 4 significa che per ogni kWh elettrico consumato, la macchina produce 4 kWh di calore. Rispetto a una caldaia a gas con rendimento del 90–95%, il vantaggio termodinamico è evidente.

Il COP viene misurato in laboratorio secondo la norma UNI EN 14511, a condizioni standardizzate e temperature fisse. Il problema è proprio questo: si tratta di una fotografia in un momento ideale, con temperatura esterna e di mandata fissate a valori di riferimento (tipicamente 7°C per l’aria esterna e 35°C o 45°C per l’acqua calda). Nella realtà di un impianto che lavora da ottobre a marzo, le condizioni cambiano ogni giorno.

I limiti del COP come parametro normativo

Il COP non riesce a rispondere a domande operative fondamentali:

  • Come si comporta la macchina a +2°C esterni, quando l’impianto gira a carico parziale?
  • Quanto consuma nei mesi intermedi, quando la richiesta termica è ridotta?
  • Qual è l’impatto del ciclo di sbrinamento sull’efficienza reale?
  • Come cambia la prestazione al variare della temperatura di mandata?

Queste lacune rendono il COP uno strumento insufficiente per la valutazione energetica di un edificio nell’arco di una stagione intera.


Cos’è lo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance)

Lo SCOP – Coefficiente di Prestazione Stagionale – supera i limiti del COP calcolando l’efficienza media dell’intero periodo di riscaldamento, integrando le prestazioni della macchina a diverse temperature esterne e condizioni di carico.

SCOP = Energia termica totale fornita nella stagione (kWh) / Energia elettrica totale consumata nella stagione (kWh)

La metodologia di calcolo è definita dalla norma europea EN 14825, che stabilisce:

  • Temperature di test: la macchina viene testata a più punti operativi: −10°C, −7°C, 0°C, +2°C e +12°C (temperatura esterna)
  • Profili di carico parziale: si simula il comportamento a diversi livelli di richiesta termica, non solo a piena potenza
  • Zone climatiche: la norma definisce tre climi di riferimento: freddo (Helsinki), temperato/medio (Strasburgo) e caldo (Atene): per cui vengono calcolati SCOP distinti

Per l’Italia, il clima di riferimento più pertinente è quello “average” (temperato), che è anche il parametro scelto dal DM 28 ottobre 2025 come base per la verifica normativa.

Come si calcola lo SCOP: la logica di base

Lo SCOP è una media ponderata dei COP ottenuti a ciascuna temperatura di test, pesati in base alla frequenza con cui quella temperatura si verifica durante la stagione di riscaldamento nella zona climatica di riferimento. In forma semplificata:

SCOP ≈ Σ (COP_i × frequenza_i) / Σ frequenza_i

I produttori sono obbligati a eseguire i test secondo la EN 14825 e a dichiarare lo SCOP nella scheda tecnica del prodotto, che diventa il valore di riferimento per la verifica normativa.


La differenza pratica tra COP e SCOP: un esempio

Consideriamo una pompa di calore aria/acqua con inverter. In condizioni di laboratorio (7°C/35°C) può mostrare un COP di 4,5: un valore eccellente. Ma quando le temperature esterne scendono a 0°C o a −7°C, il COP reale può calare a 2,5–3,0. Nei periodi di temperatura moderata (+12°C), invece, la macchina lavora a carichi ridotti con COP anche superiore a 5.

Lo SCOP media tutto questo: se il clima è temperato e la macchina lavora molte ore nelle fasce intermedie (+2°C/+12°C), il valore stagionale sarà maggiore di quanto suggerisca il COP a −7°C, e più prudente del COP di picco a +12°C. È una stima più onesta e più utile.

ParametroCOPSCOP
Norma di riferimentoUNI EN 14511UNI EN 14825
Condizioni di misuraUn singolo punto operativo (temperatura fissa)Più punti operativi su tutta la stagione
Variabilità climaticaNon considerataIncorporata nel calcolo
Carichi parzialiNon consideratiFondamentali nel calcolo
Utilità praticaConfronto rapido tra macchineStima del consumo reale annuo
Uso normativo (post DM 2025)Superato per le verifiche normativeParametro di riferimento obbligatorio

Il Decreto Requisiti Minimi 2025: il passaggio dal COP allo SCOP

Il DM 28 ottobre 2025 ha ridisegnato il quadro normativo italiano in materia di efficienza energetica degli edifici, in piena coerenza con la direttiva europea EPBD IV. Per le pompe di calore elettriche, la novità più rilevante è netta: la verifica non avviene più sul COP in esercizio, ma sullo SCOP di targa secondo le regole dell’ecodesign.

Le tabelle di COP minimi nazionali previste dal vecchio DM sono state eliminate, allineando i requisiti italiani ai regolamenti europei sull’ecoprogettazione. La prestazione deve ora essere dichiarata e garantita dal costruttore sulla base di prove conformi alla UNI EN 14825.

Le soglie SCOP minime richieste (dal 3 giugno 2026)

I valori minimi di SCOP e di efficienza energetica stagionale (ηs%) per zona climatica “average” sono i seguenti:

  • Pompe di calore aria/acqua: SCOP ≥ 2,825 e ηs% ≥ 110%
  • Unità aria/aria fino a 12 kW: SCOP ≥ 3,8; con refrigerante a GWP ≥ 150, ηs% ≥ 149%; con GWP < 150, ηs% ≥ 134%
  • Pompe di calore acqua/acqua: soggette a requisiti specifici dall’Ecodesign, con verifica obbligatoria della certificazione del produttore

Queste soglie non sono semplici dati da riportare in una pratica: determinano la progettazione impiantistica e condizionano l’accesso agli incentivi.

Il parametro ηs% (eta-s): cos’è e come si lega allo SCOP

Accanto allo SCOP, il decreto introduce come parametro complementare l’efficienza energetica stagionale ηs%, che esprime la medesima prestazione in forma percentuale rapportata all’energia primaria. Il calcolo è:

ηs% = SCOP / fattore di energia primaria × 100

Dove il fattore di conversione per il mix elettrico europeo è 2,5 (ovvero: produrre 1 kWh elettrico richiede circa 2,5 kWh di energia primaria). Un valore ηs% superiore al 100% significa che il sistema produce più energia termica di quanta ne verrebbe ricavata dalla combustione diretta della fonte primaria: la pompa di calore vince sul combustibile fossile anche in termini di energia primaria.


Cosa cambia concretamente

Per chi progetta

Non si verifica più il COP “in esercizio” secondo criteri nazionali, ma si dichiara e verifica lo SCOP di targa del prodotto selezionato, che deve rispettare i minimi ecodesign per la zona climatica “average”. Questo significa che la scelta del prodotto avviene a monte, selezionando macchine già certificate Ecodesign, e la relazione tecnica riporta i valori SCOP e ηs% dichiarati dal costruttore secondo la EN 14825.

Il rischio di errore non è nella misurazione sul campo ma nella selezione: una macchina con COP elevato sulla carta ma SCOP insufficiente non supera la verifica.

Per l’installatore

L’accesso agli incentivi (dal 4 febbraio 2026 con il D.Lgs. 5/2026) richiede la documentazione del rispetto dei valori SCOP e ηs% per la zona climatica “average”. Le pompe di calore devono essere accompagnate da scheda tecnica conforme alla EN 14825. Inoltre, negli interventi incentivati è richiesta l’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia sui corpi scaldanti.


Zone climatiche Ecodesign e situazione italiana

La norma EN 14825 e i regolamenti europei Ecodesign definiscono tre zone climatiche:

ZonaCittà di riferimentoTemperatura di progettoOre stagione riscaldamento
FreddaHelsinki−10°C~6.446 h
Temperata/mediaStrasburgo−10°C~4.910 h
CaldaAtene+2°C~2.900 h

Il DM 28 ottobre 2025 utilizza la zona “average” (Strasburgo) come riferimento unico per la verifica in Italia. Si tratta di una scelta conservativa per le regioni del Centro-Sud, che potrebbero avere condizioni più favorevoli, ma garantisce uniformità normativa nazionale.

Scop o Cop le zone average per lo SCOP

Perché lo SCOP è più affidabile: riassunto tecnico

Il COP è uno strumento di benchmark, utile per confrontare rapidamente due macchine in condizioni identiche, ma non racconta come si comporta un impianto reale. Lo SCOP supera questa limitazione su tre fronti:

1. Variabilità termica: integra il comportamento a temperature esterne variabili, riflettendo il clima reale invece di un valore fisso di laboratorio.

2. Carico parziale: le pompe di calore moderne con inverter lavorano la maggior parte del tempo a carico ridotto. Il COP a piena potenza è spesso il punto di efficienza peggiore, mentre la EN 14825 pesa correttamente i carichi parziali dove la macchina opera più frequentemente ed efficientemente.

3. Perdite di sistema: lo SCOP incorpora le perdite legate ai cicli di sbrinamento, alle modalità stand-by e ai consumi ausiliari, rendendo il valore molto più prossimo al consumo reale.


Domande frequenti

Un COP alto garantisce uno SCOP alto?
Non necessariamente. Una macchina con COP eccellente a condizioni nominali ma scarsa modulazione del compressore potrebbe avere uno SCOP deludente, perché funziona male a carichi parziali. Viceversa, una pompa con inverter ben progettato può avere un COP nominale più contenuto ma uno SCOP superiore.

Lo SCOP può essere misurato sul campo?
Non in modo diretto e immediato. Il monitoraggio dei consumi reali su base stagionale dà un valore simile, spesso chiamato SPF (Seasonal Performance Factor), che però dipende dall’installazione specifica, dal sistema di emissione, dalla regolazione e dall’utenza. Lo SCOP di targa è invece un valore standardizzato e comparabile tra prodotti diversi.

Il decreto si applica agli impianti esistenti?
Il DM 28 ottobre 2025 si applica alle nuove costruzioni e agli interventi di riqualificazione che richiedono la redazione di una nuova relazione tecnica. Gli impianti esistenti non sono soggetti a verifica retroattiva, salvo la necessità di aggiornare la certificazione APE.

Fonti normative di riferimento:

  • DM 28 ottobre 2025 (Decreto Requisiti Minimi)
  • D.Lgs. 5/2026 (incentivi pompe di calore)
  • Norma UNI EN 14825 – Calcolo SCOP/SEER
  • Norma UNI EN 14511 -Prestazioni pompe di calore (COP)
  • Regolamenti Ecodesign UE 813/2013 e 814/2013


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Pubblicato da Annachiara Castagna

Ingegnera Edile e Product Manager di TERMOLOG, software per il calcolo energetico degli edifici. Specializzata in procedure di calcolo energetico per l'APE, il Progetto energetico, la diagnosi degli edifici, la simulazione dinamica ISO 52016, metto a disposizione forze e pensieri perché si aprano sempre nuove opportunità di conoscenza.

Una opinione su "SCOP o COP nelle Pompe di Calore: cosa cambia?"

  1. Anna Chiara Castagna riesce sempre a fare una cosa molto difficile nel settore energia, trasformare temi tecnici complessi in contenuti chiari, concreti e davvero utili anche per chi deve prendere decisioni operative.

    Il passaggio da COP a SCOP sembra un dettaglio tecnico, ma in realtà cambia completamente il modo di valutare l’efficienza reale di una tecnologia nel tempo e nelle condizioni operative quotidiane.

    Ed è proprio questo il valore del tuo lavoro, aiutare il mercato a leggere oltre il semplice dato “di targa” e portare l’attenzione sulla performance reale dei sistemi energetici.

    Complimenti davvero per la qualità e la chiarezza dell’analisi.

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