Dal 3 agosto 2026 cambiano le regole sulla copertura dei fabbisogni energetici mediante fonti rinnovabili negli edifici. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni nazionali e il recepimento regionale della Direttiva RED III, professionisti e professioniste devono confrontarsi con requisiti che non sono più uniformi sul territorio italiano.
Se la normativa nazionale costituisce il riferimento generale, alcune Regioni hanno infatti introdotto prescrizioni più restrittive. Tra queste, la Lombardia e l’Emilia-Romagna rappresentano due casi particolarmente significativi, con valori differenti rispetto a quelli previsti a livello nazionale.
Per questo motivo ho realizzato una tavola tecnica comparativa che mette a confronto, in un’unica pagina, le quote minime di copertura da fonti rinnovabili previste dalle tre discipline.
Quando si applicano le nuove quote minime
Le percentuali riportate nella tavola si applicano: per la norma nazionale ai titoli abilitativi richiesti a partire dal 3 agosto 2026; per Regione Lombardia dal 3 giugno 2026; per Emilia Romagna la quota 80% è già in vigore da tempo.
Il confronto riguarda i principali interventi disciplinati dall’Allegato III:
- nuove costruzioni;
- ristrutturazioni importanti di I livello;
- ristrutturazioni importanti di II livello;
- riqualificazioni impiantistiche.
L’obiettivo è fornire uno strumento di consultazione rapida che consenta di individuare immediatamente i requisiti applicabili nei diversi contesti normativi.
Le principali differenze tra le tre discipline
La normativa nazionale prevede, per le nuove costruzioni, una quota minima pari al 60% sia per QRW sia per QRHWC.
La Regione Lombardia mantiene gli stessi valori fino al 31 dicembre 2026, ma introduce un ulteriore incremento dal 1° gennaio 2027, portando entrambe le quote minime al 65%.
La Regione Emilia-Romagna adotta invece un approccio ancora più restrittivo, richiedendo fin da subito una quota minima dell’80% per entrambe le grandezze nelle nuove costruzioni.
Anche le ristrutturazioni importanti di I livello presentano una differenza significativa: mentre la disciplina nazionale richiede una copertura minima del 40%, la Lombardia eleva tale valore al 50%.
Per le ristrutturazioni importanti di II livello e per le riqualificazioni impiantistiche, le tre discipline prevedono invece una quota minima del 15% riferita a QRHWC.
Che cosa rappresentano QRW e QRHWC
Per rendere la tavola coerente con la terminologia utilizzata dall’Allegato III, sono state mantenute le sigle normative.
QRW rappresenta la quota minima di copertura del fabbisogno per acqua calda sanitaria mediante fonti rinnovabili.
QRHWC rappresenta invece la quota minima di copertura del fabbisogno complessivo di energia per riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento mediante fonti rinnovabili.
Conoscere il significato di queste due grandezze è fondamentale per interpretare correttamente gli obblighi previsti dalla normativa.
Perché è importante confrontare le norme regionali
Uno degli errori più frequenti consiste nel fare riferimento esclusivamente alla disciplina nazionale, trascurando le eventuali disposizioni regionali.
In materia di prestazione energetica degli edifici, le Regioni possono infatti adottare requisiti differenti o più restrittivi rispetto alla normativa nazionale.
Per questo motivo, prima di predisporre una relazione tecnica o verificare il rispetto delle quote minime di energia da fonti rinnovabili, è sempre necessario verificare la disciplina vigente nel territorio in cui è ubicato l’edificio.
La tavola tecnica nasce proprio con questo obiettivo: offrire un confronto immediato tra i requisiti previsti dalla normativa nazionale, dalla Lombardia e dall’Emilia-Romagna, evidenziando le differenze che incidono concretamente sull’attività progettuale.
Scarica gratuitamente la tavola tecnica
La tavola è stata progettata per essere consultata rapidamente durante la progettazione e costituisce uno strumento operativo per chi si occupa di efficienza energetica degli edifici.
Il documento riassume in un’unica pagina:
- le quote minime previste dalla normativa nazionale;
- le prescrizioni della Regione Lombardia;
- le prescrizioni della Regione Emilia-Romagna;
- le differenze più significative tra le tre discipline.
Può essere stampata, conservata come riferimento oppure condivisa con collaboratori e collaboratrici dello studio.
Un documento tecnico sempre aggiornato
Questa tavola inaugura la collana Energia Positiva – Tavole Tecniche.
Ogni documento della collana riporta un codice identificativo, un numero di versione e la data dell’ultimo aggiornamento, così da consentire di verificare immediatamente se il contenuto è allineato alla normativa vigente.
La normativa in materia di efficienza energetica è in continua evoluzione. Per questo motivo le tavole tecniche saranno progressivamente aggiornate ogni volta che verranno pubblicate modifiche legislative, nuovi provvedimenti regionali o chiarimenti interpretativi di particolare rilievo.
L’obiettivo è mettere a disposizione di professionisti e professioniste strumenti tecnici affidabili, aggiornati e immediatamente utilizzabili nella pratica quotidiana.