Il nuovo Decreto Requisiti Minimi rafforza il ruolo dei BACS obbligando al raggiungimento della Classe B per alcuni edifici: ma cosa significa davvero? Vediamolo insieme.
Molti associano ancora l’efficienza energetica esclusivamente all’involucro edilizio o alle prestazioni dei generatori. In realtà, un impianto efficiente ma gestito male può consumare molto più del necessario. È proprio qui che entrano in gioco i BACS.
Colonnine:
quante ne servono davvero?
Verifica gli obblighi di predisposizione e installazione dei punti di ricarica applicabili al tuo edificio.
Inserisci i dati dell’intervento, verifica gli obblighi applicabili e prepara la documentazione tecnica da utilizzare nel progetto.
Scopri l’assistenteChe cosa sono i BACS
L’acronimo BACS identifica l’insieme dei sistemi che permettono di monitorare, regolare e ottimizzare il funzionamento degli impianti tecnologici di un edificio.
Un sistema BACS può controllare:
- climatizzazione invernale ed estiva;
- ventilazione meccanica;
- produzione di acqua calda sanitaria;
- illuminazione;
- schermature solari;
- contabilizzazione e monitoraggio energetico.
L’obiettivo non è semplicemente accendere o spegnere gli impianti, ma farli funzionare solo quando serve e nelle condizioni più efficienti possibili.
In un edificio con ventilazione meccanica ma senza automazione ad esempio, potremmo lasciare spalancate le finestre anche quando è il sistema stesso che ricambia l’aria. Un sistema BACS evita questi sprechi attraverso logiche automatiche e controllo continuo.
Le classi di efficienza dei BACS
La norma UNI EN ISO 52120-1 classifica i sistemi di automazione in quattro livelli di efficienza energetica:
Classe D: automazione inefficiente o assente;
Classe C: automazione standard;
Classe B: automazione avanzata;
Classe A: automazione ad alte prestazioni.
La Classe B rappresenta il livello richiesto dal Decreto Requisiti Minimi nei casi in cui trova applicazione lo specifico obbligo previsto per i sistemi BACS.

BACS di Classe B: requisiti e funzioni nella pratica
Quando si parla di Classe B non si fa riferimento a un singolo dispositivo ma a un insieme coordinato di funzioni.
Un edificio dotato di BACS Classe B è generalmente in grado di:
- regolare automaticamente le temperature ambiente in funzione dell’occupazione;
- adattare la produzione di calore o raffrescamento alle reali esigenze;
- monitorare consumi e anomalie;
- gestire fasce orarie e programmi di funzionamento;
- ottimizzare contemporaneamente più impianti attraverso una supervisione centralizzata.
Quali dispositivi servono davvero per ottenere un BACS di Classe B?
Uno degli equivoci più frequenti è pensare che basti installare un termostato evoluto o una centralina di controllo per trasformare un edificio in un edificio dotato di BACS di Classe B. In realtà la classificazione non dipende dalla presenza di un singolo dispositivo, ma dall’insieme delle funzioni che l’edificio è in grado di svolgere.
Per raggiungere una Classe B è necessario che gli impianti siano monitorati e gestiti attraverso un sistema integrato di automazione.
In un moderno edificio per uffici, ad esempio, si trovano spesso:
- un supervisore BMS (Building Management System) che coordina tutti gli impianti;
- sonde di temperatura distribuite nei vari ambienti;
- sensori di presenza per rilevare l’effettiva occupazione dei locali;
- sensori di CO₂ per controllare la qualità dell’aria;
- contatori energetici per monitorare i consumi elettrici e termici;
- valvole motorizzate e pompe a velocità variabile;
- unità di trattamento aria gestite automaticamente;
- una dashboard centralizzata per la supervisione energetica.
L’aspetto più importante non è la presenza dei singoli componenti, ma la loro capacità di dialogare tra loro.
Esempio di BACS di Classe B: una sala riunioni
Facciamo un esempio concreto di BACS di Classe B.
Consideriamo una sala riunioni all’interno di un edificio per uffici. In un sistema di automazione standard il riscaldamento, il raffrescamento e la ventilazione possono funzionare secondo una programmazione oraria prestabilita.
Con un BACS di Classe B la logica cambia: il sistema può conoscere l’effettiva occupazione del locale, regolare temperatura e ventilazione in funzione della richiesta, coordinare i diversi sottosistemi e ridurre automaticamente il funzionamento quando la sala non viene utilizzata.
Se, ad esempio, la sala è prenotata dalle 14 alle 16, il sistema può predisporre le condizioni di comfort prima dell’utilizzo e riportare gli impianti a un regime ridotto quando il locale torna vuoto.
Il punto non è quindi avere un sensore di presenza, una sonda o una valvola motorizzata. È il livello delle funzioni di controllo e la loro integrazione che concorrono alla classificazione BACS.
Per stabilire se l’edificio raggiunge effettivamente la Classe B occorre verificare le funzioni previste dalla UNI EN ISO 52120-1 applicabili ai sistemi presenti nell’edificio.
Quando diventano obbligatori con il Decreto Requisiti Minimi 2025
La novità più importante riguarda l’estensione dell’obbligo.
Il Decreto 28 ottobre 2025 prevede infatti che gli edifici non residenziali dotati di impianti termici con potenza nominale superiore a 290 kW siano equipaggiati con sistemi BACS di Classe B o superiore, secondo la UNI EN ISO 52120-1.
L’obbligo si applica purché:
- l’intervento sia tecnicamente fattibile;
- il tempo di ritorno semplice dell’investimento (SPBT) sia inferiore a sei anni.
La soglia di 290 kW riguarda la potenza nominale complessiva dell’impianto termico.
Parliamo quindi di edifici come uffici, ospedali, alberghi, centri commerciali, scuole, strutture sportive e grandi edifici del terziario.

“Se installo un termostato smart ho un BACS di Classe B?”
È probabilmente la domanda che molti progettisti e proprietari si stanno ponendo.
La risposta è no.
Un termostato intelligente può certamente migliorare la regolazione dell’impianto, ma da solo non è sufficiente per soddisfare i requisiti di una Classe B.
Per comprendere la differenza possiamo fare un semplice paragone.
Un termostato smart è come avere un ottimo musicista. Un BACS di Classe B è avere un’intera orchestra diretta da un maestro che coordina tutti gli strumenti.
La Classe B richiede infatti che le diverse funzioni dell’edificio lavorino in modo coordinato. Non basta controllare la temperatura di una stanza: occorre che il sistema sia in grado di monitorare i consumi, rilevare anomalie, gestire gli orari di utilizzo, modulare le portate degli impianti e ottimizzare il funzionamento complessivo dell’edificio.
È per questo motivo che il Decreto Requisiti Minimi non parla di dispositivi specifici ma di prestazioni del sistema di automazione.
Quando il decreto introduce l’obbligo di BACS di Classe B negli edifici non residenziali con impianti di potenza superiore a 290 kW, sta di fatto chiedendo di passare da una logica di semplice controllo degli impianti a una logica di gestione energetica intelligente dell’edificio.
In altre parole, non basta più installare tecnologie efficienti. Occorre fare in modo che queste tecnologie lavorino insieme, scambiandosi informazioni e adattandosi continuamente alle reali esigenze degli occupanti.
Ed è proprio questa la vera rivoluzione introdotta dalla nuova normativa: l’efficienza energetica non viene più misurata soltanto dalla qualità dell’involucro o dal rendimento del generatore, ma anche dalla capacità dell’edificio di utilizzare l’energia nel momento giusto e nella quantità realmente necessaria.
La vera differenza rispetto al passato
Molti tecnici ricordano che il tema dei BACS era già presente nel quadro normativo precedente.
La differenza sostanziale è che il nuovo decreto amplia significativamente i casi nei quali l’automazione deve essere presa in considerazione, rafforzando il principio secondo cui l’efficienza energetica non dipende soltanto dall’impianto installato ma anche dalla sua capacità di essere gestito in modo intelligente.
Questo approccio è perfettamente coerente con l’evoluzione della Direttiva EPBD e con la crescente attenzione europea verso gli edifici smart e digitalizzati.
Vuoi sapere di più su cosa sono i BACS oppure ti vuoi confrontare con me su questo tema?
Un termostato smart è sufficiente per ottenere la Classe B?
No. La classificazione BACS non dipende dalla presenza di un singolo dispositivo, ma dalle funzioni di automazione e controllo effettivamente implementate nell’edificio secondo la UNI EN ISO 52120-1.
Qual è la differenza tra BACS Classe B e Classe C?
La Classe C rappresenta il livello di automazione standard, mentre la Classe B richiede funzioni di automazione e controllo più avanzate. La classificazione va verificata sulle funzioni applicabili ai diversi servizi tecnici dell’edificio.
Come si verifica se un edificio raggiunge la Classe B?
Occorre analizzare le funzioni di automazione e controllo presenti per i diversi servizi dell’edificio e confrontarle con la classificazione prevista dalla UNI EN ISO 52120-1. Non è sufficiente verificare la presenza di determinati dispositivi.