Mancano meno di 25 giorni alla scadenza più importante per il settore edilizio europeo degli ultimi vent’anni. Il 29 maggio 2026, i 27 Stati membri dell’Unione devono aver recepito nella legislazione nazionale la Direttiva (UE) 2024/1275, la cosiddetta Direttiva Case Green o EPBD IV. Uno dei cantieri normativi più ambiziosi e controversi del Green Deal europeo.
Lo stato dell’arte racconta di un’Europa a geometria variabile: alcuni paesi che si sono mossi con metodo, altri che arrancano, e qualcuno che usa il recepimento come occasione per smontare ambizioni climatiche che aveva fatto proprie solo un anno fa.
Tu scatti.
Lui organizza.
Trasforma le foto del sopralluogo in una relazione fotografica ordinata, professionale e pronta da consegnare.
Più tempo per il tuo lavoro.
Carica le immagini, aggiungi le tue spiegazioni e genera il documento con una struttura ordinata.
Scopri l’assistenteLe tre scadenze che contano
La direttiva prevedeva tre momenti chiave prima del termine principale:
1° gennaio 2025: stop agli incentivi per caldaie autonome a combustibili fossili (Art. 17, par. 15). Tre paesi: Italia, Estonia e Ungheria, hanno ricevuto lettere di infrazione dalla Commissione per non averlo recepito in modo pieno e strutturale.
31 dicembre 2025: consegna alla Commissione della bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP). I piani devono contenere una mappatura del patrimonio edilizio nazionale, obiettivi intermedi al 2030-2040-2050, strategie di finanziamento e misure per le famiglie vulnerabili. Solo 8 paesi su 27 hanno rispettato questa scadenza. Gli altri 19 sono in procedura di infrazione.
29 maggio 2026: recepimento formale della direttiva nel diritto nazionale. La scadenza è legalmente vincolante.

I paesi che hanno consegnato il NBRP nei tempi
Spagna: il modello partecipativo
La Spagna è il caso più studiato. Il Ministero delle Abitazioni e dell’Agenda Urbana ha costruito un processo esemplare: calendario pubblico con tutte le tappe, workshop aperti agli stakeholder, bozze degli standard minimi di prestazione in consultazione già dalla primavera 2025, piano consolidato in novembre, consegna alla Commissione il 31 dicembre con una “matrice di risposta” pubblica a ogni osservazione ricevuta. La Commissione lo cita esplicitamente come modello replicabile. Non è un dettaglio: la Spagna ha un patrimonio edilizio vecchio e un clima variegato, eppure ha prodotto un piano credibile e trasparente.
Finlandia: metodo nordico, risultato in tempo
La Finlandia ha avviato i lavori già a maggio 2024 con il lancio del progetto, tre riunioni del comitato direttivo nel corso dell’anno, consultazione pubblica online da giugno ad agosto 2024 e workshop regionali tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Così il piano consegnato nei tempi, strutturato attorno alle categorie residenziale e non residenziale con forum sia in presenza che online.
Slovenia: già nella legge
La Slovenia ha approvato la legge sull’efficienza energetica ZURE-1 già nel 2024-2025, completando la consultazione pubblica e passando alla revisione interministeriale nei primi mesi del 2025. La legge introduce i passaporti di ristrutturazione, gli Smart Readiness Indicator (SRI) e i libretti dell’edificio, strumenti che molti paesi non hanno ancora strutturato. Piano consegnato entro dicembre 2025.
Belgio (Regione Vallonia), Bulgaria, Croazia, Lituania, Romania
Tra le sorprese della tornata: cinque paesi (o regioni) con patrimoni edilizi complessi e risorse limitate hanno rispettato la scadenza. La Vallonia ha coordinato il piano a livello regionale, in coerenza con la governance federale belga. Bulgaria e Romania hanno lavorato con i rispettivi istituti nazionali di statistica e le agenzie per l’energia sostenibile. Croazia e Lituania hanno strutturato processi di consultazione pubblica formali, con roadmap allineate agli obiettivi europei.
I frontrunner storici: Danimarca e Paesi Bassi
Non rientrano tra gli 8 che hanno consegnato il NBRP nei tempi, ma Danimarca e Paesi Bassi partono da una posizione strutturalmente avanzata rispetto a tutti gli altri. Hanno da anni label energetici obbligatori per vendita e locazione, standard molto restrittivi per le nuove costruzioni e metodologie che includono la valutazione del ciclo di vita degli edifici. La Danimarca nel 2025 ha ulteriormente abbassato le soglie di prestazione energetica con limiti specifici per tipologia di edificio. Per questi paesi il recepimento è più un adeguamento tecnico che una rivoluzione normativa, le infrastrutture normative erano già ampiamente compatibili.
I casi da monitorare
Germania: in ritardo ma con una legge in mano
Il caso tedesco è il più politicamente significativo. La Germania non ha consegnato il NBRP ed è in procedura di infrazione. Ha però in corso l’iter del Gebäudemodernisierungsgesetz (GModG), il veicolo formale di recepimento della EPBD, con approvazione parlamentare attesa tra luglio e agosto 2026, oltre la scadenza del 29 maggio. Berlino ha già richiesto una proroga formale alla Commissione europea.
La questione però non è solo il ritardo: la nuova coalizione CDU/CSU-SPD ha eliminato l’obbligo del 65% di energie rinnovabili per le nuove caldaie sostituendolo con una quota crescente di biogas o idrogeno a partire dal 2029, fino al 100% nel 2040.
Francia: assenza di mosse concrete
La Francia non ha consegnato il NBRP ed è in procedura di infrazione. Non emergono avanzamenti normativi rilevanti sul fronte del recepimento formale della direttiva. Vale la pena notare che la Francia ha già strumenti operativi come MaPrimeRénov’ per le ristrutturazioni residenziali, ma manca ancora un quadro legislativo aggiornato che integri le nuove prescrizioni EPBD.
Irlanda: lavori in corso, piano non consegnato
L’Irlanda è in infrazione per il NBRP, ma ha comunque mosso passi concreti. La SEAI (Sustainable Energy Authority of Ireland) ha smesso di raccomandare l’installazione di nuove caldaie a gas o olio nei programmi di efficienza energetica dal 1° gennaio 2025, in linea con l’Art. 17(15). L’Irish Green Building Council ha pubblicato report di supporto alla trasposizione e organizzato workshop aperti all’industria. Il processo di consultazione per il NBRP è in corso, ma il piano non è stato consegnato entro la scadenza.
Portogallo: processo strutturato, tempistica slittata
Il Portogallo ha avviato un processo articolato tramite ADENE (Agenzia Nazionale per l’Energia), con 95 stakeholder identificati in 10 categorie diverse coinvolti in tutte le fasi della trasposizione. L’obiettivo dichiarato era la consegna del NBRP entro fine 2025, ma il piano non risulta tra quelli ufficialmente ricevuti dalla Commissione. Il processo è però strutturalmente avanzato rispetto a molti altri paesi in infrazione.
Polonia: il caso a più alto rischio
La Polonia è in infrazione per il NBRP e rappresenta probabilmente il caso a più alto rischio strutturale dell’intera UE. Il patrimonio edilizio polacco è tra i più energivori d’Europa, con una quota rilevante di edifici riscaldati a carbone. La transizione richiesta dalla EPBD implica per la Polonia un cambio di paradigma profondo nel riscaldamento domestico, in un contesto di forte dipendenza storica dai combustibili solidi e di sensibilità politica elevata sul tema dei costi energetici per le famiglie.
Svezia: standard alti, piano non consegnato
La Svezia non ha consegnato il NBRP ma parte da una base normativa avanzata. Il paese ha storicamente standard energetici elevati per le nuove costruzioni e un mercato delle pompe di calore tra i più maturi d’Europa. Il ritardo sul piano è più probabilmente amministrativo che politico.
Estonia e Ungheria: doppia infrazione
Estonia e Ungheria condividono con l’Italia la doppia infrazione: sia per il mancato rispetto dell’Art. 17(15) sugli incentivi alle caldaie fossili, sia per il NBRP non consegnato.
Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Slovacchia
Tutti in procedura di infrazione per il NBRP mancante. Per questi paesi non emergono avanzamenti normativi specifici sul recepimento formale della EPBD. La Repubblica Ceca è l’unico paese ad aver notificato il recepimento della Direttiva sull’Efficienza Energetica (EED), il che suggerisce un’infrastruttura normativa attiva, ma non ancora applicata all’EPBD. Grecia e Cipro affrontano sfide legate alla complessità del proprio patrimonio edilizio, spesso caratterizzato da edifici turistici e stagionali con regimi speciali.
Il caso Italia: un ritardo che è una scelta
L’Italia merita un capitolo a parte, non perché sia un caso unico in Europa, ma perché il suo ritardo non è solo tecnico o burocratico. È una scelta politica dichiarata.
La EPBD IV è stata esclusa dalla legge di delegazione europea 2025, lo strumento con cui il Parlamento italiano delega il Governo a recepire le direttive comunitarie.
I documenti programmatici del governo non ci sono impegni: la Relazione consuntiva 2024 non riporta alcuna attività riconducibile al recepimento della EPBD IV, né al PNRE. Il piano energetico-climatico (PNIEC) è richiamato come cornice generale ma senza collegamento operativo con la strategia sugli edifici.
Sul fronte delle infrazioni, l’Italia ne accumula due:
Prima infrazione (novembre 2025): mancato recepimento dell’Art. 17(15) sullo stop agli incentivi per caldaie a combustibili fossili entro il 1° gennaio 2025. L’Italia ha eliminato le detrazioni per le caldaie a gas nella Legge di Bilancio 2025, ma secondo la Commissione non ha adottato una norma quadro che vieti in modo strutturale ogni forma di incentivazione.
Seconda infrazione (marzo 2026): mancato invio del NBRP entro il 31 dicembre 2025, insieme a 18 altri paesi tra cui Francia e Germania.
Il contesto tecnico rende il ritardo ancora più gravoso: secondo i dati ENEA, il 70% degli edifici residenziali italiani è in classe E, F o G. Circa 5 milioni di edifici su 12 milioni residenziali totali, rientrano nella fascia dei worst performers su cui la EPBD richiede intervento prioritario.
La tabella: tutti e 27 i paesi al 5 maggio 2026
| Paese | NBRP consegnato (dic. 2025) | Infrazione caldaie | Infrazione NBRP | Note |
|---|---|---|---|---|
| Spagna | ✅ | — | — | Modello partecipativo, citato dalla Commissione come best practice |
| Finlandia | ✅ | — | — | Processo avviato maggio 2024, workshop regionali |
| Slovenia | ✅ | — | — | Legge ZURE-1 approvata, passaporti e SRI introdotti |
| Belgio (Vallonia) | ✅ | — | — | Piano coordinato a livello regionale |
| Bulgaria | ✅ | — | — | Piano tramite SEDA e Istituto Nazionale di Statistica |
| Croazia | ✅ | — | — | Consultazione pubblica formale completata |
| Lituania | ✅ | — | — | Roadmap allineata agli obiettivi UE |
| Romania | ✅ | — | — | Coordinamento Ministero Sviluppo Regionale |
| Danimarca | ❌ | — | ⚠️ | Frontrunner storico; standard già avanzati; soglie abbassate nel 2025 |
| Paesi Bassi | ❌ | — | ⚠️ | Frontrunner storico; label obbligatorio per vendita e locazione |
| Svezia | ❌ | — | ⚠️ | Standard elevati; mercato pompe di calore maturo; ritardo prob. amministrativo |
| Germania | ❌ | — | ⚠️ | GModG in iter (luglio 2026); eliminato obbligo 65% rinnovabili; proroga richiesta |
| Francia | ❌ | — | ⚠️ | MaPrimeRénov’ operativa; nessun recepimento formale EPBD |
| Irlanda | ❌ | — | ⚠️ | SEAI ha bloccato raccomandazioni caldaie fossili; NBRP in corso |
| Portogallo | ❌ | — | ⚠️ | Processo ADENE con 95 stakeholder; piano non consegnato |
| Polonia | ❌ | — | ⚠️ | Caso ad alto rischio; forte dipendenza da carbone per riscaldamento |
| Repubblica Ceca | ❌ | — | ⚠️ | Unico paese ad aver recepito la EED; EPBD ancora aperta |
| Austria | ❌ | — | ⚠️ | Nessun avanzamento normativo noto |
| Grecia | ❌ | — | ⚠️ | Patrimonio complesso; edifici turistici con regimi speciali |
| Lettonia | ❌ | — | ⚠️ | Nessun avanzamento normativo noto |
| Lussemburgo | ❌ | — | ⚠️ | Nessun avanzamento normativo noto |
| Malta | ❌ | — | ⚠️ | Patrimonio ridotto; sfide amministrative |
| Cipro | ❌ | — | ⚠️ | Edifici stagionali/turistici con regimi speciali |
| Slovacchia | ❌ | — | ⚠️ | Nessun avanzamento normativo noto |
| Italia | ❌ | -* | ⚠️ | EPBD esclusa dalla legge di delegazione; doppia infrazione; 70% edifici in E/F/G |
| Estonia | ❌ | 🔴 Sì | ⚠️ | Doppia infrazione: caldaie (Art. 17.15) + NBRP |
| Ungheria | ❌ | 🔴 Sì | ⚠️ | Doppia infrazione: caldaie (Art. 17.15) + NBRP |
*Note: Il Belgio ha governance federale; solo la Regione Vallonia ha consegnato il NBRP. Le Regioni Fiandre e Bruxelles-Capitale sono in procedura di infrazione. Art. 17.15 (stop incentivi caldaie fossili): l’Italia ha eliminato le detrazioni specifiche con la Legge di Bilancio 2025, ma la Commissione contesta l’assenza di una norma quadro generale. Procedura di infrazione avviata a novembre 2025, risposta italiana in corso.
Cosa succede dopo il 29 maggio 2026
La scadenza è l’inizio di una fase più intensa.
Per i paesi che non avranno recepito nei tempi la Commissione aprirà procedure di infrazione per mancata trasposizione, con possibili sanzioni economiche. Parallelamente, entro il 31 dicembre 2026 tutti i paesi devono consegnare la versione definitiva del NBRP (dopo le raccomandazioni della Commissione sui piani ricevuti). Dal 2027 inizieranno le prime implementazioni concrete delle strategie nazionali.
Per il mercato, le implicazioni sono già in corso. La nuova scala A-G per gli attestati di prestazione energetica entra in vigore per i nuovi APE dal 29 maggio 2026. La differenza di valore tra edifici efficienti e inefficienti è già misurabile nei dati di mercato immobiliare di diversi paesi europei. Con l’ingresso dell’ETS2 nel 2027, il sistema di scambio quote per i combustibili usati nel riscaldamento, il costo dell’inefficienza energetica si trasferirà direttamente nelle bollette e nei canoni di locazione.
Chi aspetta il recepimento formale per iniziare a pianificare ha già accumulato un ritardo difficile da colmare.
Scambiarsi le opinioni ci fa crescere. Se hai voglia di discuterne con me
Ricerca e analisi aggiornata al 5 maggio 2026. Fonti: Commissione europea (DG ENER), BUILD UP Portal, Renovate Europe, Ingenio, QualEnergia, ENEA, Irish Green Building Council, dati nazionali dei Ministeri competenti.