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Pompa di Calore vs Caldaia: quando conviene davvero

Proviamo a domandarci quando nell'eterna sfida pompa di calore vs caldaia, conviene la pompa di calore. Con il gas salito a circa 0,90 €/Smc e l'elettricità sostanzialmente stabile a 0,25 €/kWh, la soglia minima…

Proviamo a domandarci quando nell’eterna sfida pompa di calore vs caldaia, conviene la pompa di calore. Con il gas salito a circa 0,90 €/Smc e l’elettricità sostanzialmente stabile a 0,25 €/kWh, la soglia minima di COP per cui la pompa di calore diventa più conveniente si è abbassata da 3,4 a 2,7, un valore oggi raggiungibile dalla grande maggioranza delle installazioni. Ma come si calcola esattamente questo numero? La formula è più semplice di quanto sembri.


Stai scegliendo tra pompa di calore e caldaia? Dobbiamo sempre ricordare che non esiste una soluzione sempre migliore: la convenienza dipende da edificio, impianto e uso reale. Il passaggio da caldaia a pompa di calore deve essere sempre sempre progettato e calcolato.


1. Il problema: confrontare due sistemi incomparabili

Quando si valuta se passare dalla caldaia a gas a una pompa di calore (PDC), il primo ostacolo è la difficoltà di confronto: i due sistemi usano combustibili diversi, con unità di misura diverse e prezzi che nel 2026 si sono mossi in direzioni opposte rispetto agli anni precedenti.

La caldaia brucia gas naturale, misurato in Standard metri cubi (Smc).
La pompa di calore consuma elettricità, misurata in kWh elettrici.

Come si fa a capire quale sistema costa meno per riscaldare la stessa casa?

La risposta è ricondurre tutto a un’unica unità di misura comune: il costo per kWh termico (kWht), cioè quanto spendi per produrre un kWh di calore utile, indipendentemente dalla fonte energetica.


2. Il costo termico: la metrica comune

Il costo per kWh termico (€/kWht) risponde alla domanda:

“Quanto mi costa produrre 1 kWh di calore che entra effettivamente nel sistema di riscaldamento della mia casa?”

Questa metrica è il denominatore comune che rende il confronto possibile e onesto. Una volta calcolato per entrambi i sistemi, il confronto diventa immediato: chi ha il costo €/kWht più basso vince economicamente.


3. Come si calcola il costo kWh termico della caldaia a gas

Per la caldaia, la formula è:

Costo kWht caldaia = Costo gas (€/Smc) / (PCI × η)

Dove:

  • Costo gas (€/Smc) → il prezzo totale per ogni metro cubo standard di gas in bolletta: materia prima + trasporto e distribuzione + accise + IVA. Non solo la componente materia prima.
  • PCI (Potere Calorifico Inferiore) → l’energia termica contenuta in 1 Smc di gas naturale, tipicamente 9,45–9,65 kWh/Smc per il metano italiano.
  • η (eta) = rendimento della caldaia → la percentuale di energia del gas che diventa calore utile. Una caldaia a condensazione moderna raggiunge η = 0,98–1,05 (può superare il 100% sul PCI grazie al recupero del calore latente di condensazione). Una caldaia tradizionale non condensante: η = 0,80–0,88.
  • PCI × η → i kWh termici utili che ricavi da ogni metro cubo di gas. Un valore tipico per una caldaia a condensazione con gas italiano: 9,79 kWh/Smc.

4. Come si calcola il costo kWh termico della pompa di calore

Per la pompa di calore, la formula è:

Costo kWht PDC = Costo kWh elettrico (€/kWhel) / COP medio effettivo

Dove:

  • Costo kWh elettrico (€/kWhel) → il prezzo dell’elettricità tutto incluso in bolletta (energia + trasporto + oneri di sistema + IVA). A maggio 2026, il PUN Selectra — indicatore rappresentativo del costo all-in per i clienti del mercato libero — si attesta intorno a 0,237 €/kWh.
  • COP (Coefficient of Performance) → il rapporto tra il calore prodotto e l’energia elettrica consumata. Un COP di 3 significa: 1 kWh elettrico in entrata → 3 kWh di calore in uscita. Non è magia: la PDC raccoglie il calore dall’aria esterna (o dal suolo) e lo trasferisce all’interno, amplificandolo grazie al ciclo frigorifero.
  • COP medio effettivo (o SCOP stagionale) → non il valore di picco dichiarato dal costruttore a condizioni di laboratorio, ma il COP reale medio raggiunto sull’intera stagione di riscaldamento. È il numero che conta per il calcolo economico reale.

5. Il punto di pareggio e la formula del COP medio effettivo

Il punto di pareggio è il livello di COP al quale i due sistemi costano esattamente lo stesso per ogni kWh termico prodotto:

Costo kWht caldaia = Costo kWht PDC

Sostituendo le formule:

Costo gas / (PCI × η) = Costo kWh el / COP medio effettivo

Risolvendo per il COP medio effettivo, si ottiene la formula chiave:

COP medio effettivo (pareggio) = (Costo kWh el / Costo gas) × PCI × η

Questo valore è la soglia critica:

  • COP medio effettivo reale > soglia → la PDC costa meno della caldaia
  • COP medio effettivo reale < soglia → la caldaia costa ancora meno

L’intuizione fondamentale: il COP di pareggio non è un valore fisso universale. Dipende dal rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas. Questo rapporto nel 2026 è molto più favorevole alle pompe di calore rispetto al 2024.

L'immagine riporta la formula di calcolo del COP di pareggio

Hai perso un passaggio o hai bisogno di qualche approfondimento?

6. Esempio con i prezzi reali di maggio 2026

I prezzi energetici in Italia a maggio 2026

ParametroValoreFonte
Costo kWh elettrico (PUN Selectra all-in)0,25 €/kWhPUN Selectra, maggio 2026
Costo gas in bolletta (all-in, riscaldamento)0,90 €/SmcARERA + oneri + IVA, stima maggio 2026
PCI × η (caldaia a condensazione)9,79 kWh/SmcDato tecnico standard

Nota sul prezzo del gas: La componente materia prima gas stabilita da ARERA per aprile 2026 è di 0,5577 €/Smc. A questa si aggiungono la distribuzione (~0,20 €/Smc), le accise (~0,044 €/Smc) e l’IVA al 10%, portando il costo all-in totale in bolletta per un utente di riscaldamento a circa 0,88–0,95 €/Smc. Usiamo 0,90 €/Smc come valore rappresentativo.

Calcolo del COP di pareggio a maggio 2026

COP pareggio = (0,25 / 0,90) × 9,79
COP pareggio = 0,2778 × 9,79
COP pareggio ≈ 2,7

Costi a confronto al punto di pareggio

Costo kWht caldaia = 0,90 / 9,79 = 9,19 centesimi/kWht
Costo kWht PDC = 0,25 / 2,7 = 9,26 centesimi/kWht ← quasi identici a COP=2,7

Interpretazione pratica: Con i prezzi di maggio 2026, una pompa di calore è conveniente rispetto alla caldaia a gas se raggiunge un COP medio stagionale superiore a 2,7. Questo è un obiettivo alla portata della grande maggioranza delle pompe di calore moderne, anche in climi con inverni relativamente rigidi come la Pianura Padana.


7. Confronto 2024 vs 2026: cosa è cambiato

Parametro2024 (valori esempio)Maggio 2026Variazione
Prezzo gas all-in0,687 €/Smc0,90 €/Smc+31%
Prezzo elettricità all-in0,24 €/kWh0,25 €/kWh+4%
COP di pareggio3,42,7−21%

Il gas è aumentato molto più dell’elettricità tra il 2024 e il 2026. Il risultato è che il COP di pareggio è sceso da 3,4 a 2,7: la soglia da superare per far convenire la pompa di calore si è abbassata sensibilmente.

In termini concreti: nel 2024, una PDC con COP stagionale di 3,0 era ancora meno conveniente della caldaia. Nel 2026, la stessa PDC con COP 3,0 è già più conveniente della caldaia, con un risparmio stimato di circa 8–10% sui costi di riscaldamento.


COP medio effettivo stagionale della PDCRisultato economico (maggio 2026)
> 3,5La PDC è significativamente più conveniente (+20–30% di risparmio)
2,7 – 3,5La PDC è più conveniente della caldaia
= 2,7Pareggio: costi identici
< 2,7La caldaia a gas è ancora meno costosa da gestire

Quando una PDC raggiunge un COP medio stagionale > 2,7?

Con la soglia abbassata a 2,7, la maggior parte delle installazioni moderne rientra nella zona di convenienza. I fattori che determinano il COP stagionale reale sono:

Clima: le zone con inverni miti (fascia costiera tirrenica, Liguria, Sardegna, Sicilia, Campania) garantiscono COP stagionali di 3,5–4,5 senza difficoltà. Anche in Pianura Padana o in aree appenniniche, con temperature minime di -5/−10°C, i moderni compressori inverter mantengono COP stagionali di 2,8–3,5, già sopra la nuova soglia di pareggio 2026.

Sistema di distribuzione del calore: i pannelli radianti a pavimento (temperatura di mandata 28–35°C) consentono COP stagionali di 4,0–5,0. I fan coil a bassa temperatura (35–45°C) garantiscono 3,0–3,8. I radiatori tradizionali ad alta temperatura (55–70°C) sono il caso peggiore: COP stagionale 2,0–2,5, ancora spesso sotto la soglia. In questo caso, o si sostituiscono i corpi scaldanti o si valuta un sistema ibrido.

Qualità e dimensionamento della PDC: le pompe di calore con compressori inverter di ultima generazione (R290, R32) e coefficiente SCOP certificato A+++ performano sensibilmente meglio dei modelli di prima generazione. Il dimensionamento corretto — né troppo grande né troppo piccolo rispetto al fabbisogno termico dell’edificio — è fondamentale per ottimizzare il COP reale.

Isolamento dell’edificio: un edificio ben coibentato richiede meno potenza e permette temperature di mandata più basse, massimizzando il COP.


I limiti del modello e cosa non considera

Questa analisi calcola solo i costi di esercizio (la bolletta energetica). Prima di prendere una decisione definitiva, considera anche:

Costi di installazione e payback: una pompa di calore ha un costo di acquisto e installazione di 6.000–15.000 € (split aria-acqua), contro i 2.000–5.000 € di una caldaia a condensazione. Il payback sull’investimento dipende dai risparmi annui sulle bollette e può variare da 5 a 15 anni.

Incentivi fiscali disponibili in Italia nel 2026: le detrazioni fiscali per la sostituzione della caldaia con pompa di calore (Ecobonus, Conto Termico) possono ridurre significativamente il costo di installazione.

Compatibilità con l’impianto esistente: se l’impianto a radiatori è tarato a 70°C, la PDC lavorerà con COP basso. Prima di scegliere, è sempre necessaria una valutazione tecnica dell’impianto esistente.

Produzione di acqua calda sanitaria (ACS): il confronto deve includere anche l’ACS. Le PDC per ACS lavorano a temperature più alte, con COP ridotto, ma restano spesso competitive rispetto allo scaldabagno a gas, soprattutto con i prezzi 2026.

Fotovoltaico: se si ha o si prevede un impianto fotovoltaico, il costo effettivo del kWh consumato dalla PDC in autoconsumo scende drasticamente (costo di produzione ~0,05–0,08 €/kWh). In questo scenario, il COP di pareggio si abbassa ulteriormente e la PDC è conveniente praticamente sempre.

Volatilità dei prezzi: il rapporto gas/elettricità è cambiato notevolmente tra 2022 e 2026. Non è garantito che rimanga stabile. Un sistema ibrido (caldaia + PDC) riduce il rischio di esposizione a un singolo vettore energetico.


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L’autrice

Annachiara Castagna

Ingegnera edile specializzata in efficienza energetica, normativa tecnica e innovazione digitale. Da oltre quindici anni traduco la complessità normativa in conoscenza, metodo e strumenti operativi per professionisti e professioniste.

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