Ogni giorno mi chiedete come capire se la classe energetica è quella giusta per il vostro edificio. Ecco nel mio video come la penso 👇
Classe energetica: una questione di riferimento
Non è facile rispondere al volo alle domande sulla correttezza della classe. La valutazione non è immediata principalmente perché le classi energetiche non sono fisse, ma dipendono dall’edificio di riferimento.
L’edificio di riferimento è un edificio del tutto identico all’edificio reale, ma con caratteristiche di trasmittanza e di efficienza di impianto determinate dalla normativa. La normativa è il Decreto Requisti Minimi.
Questo significa che la scala tra le classi cambia per ogni edificio e addirittura cambia per ciascuna unità immobiliare in un condominio. Con una totale assenza di punti di riferimento fissi, spesso rimaniamo sorpresi dalle classi energetiche ottenute. L’importante è sempre mettere in campo le capacità di analisi e giustificare la classe con i numeri, oppure trovare l’errore con gli stessi numeri.
Classe energetica: prima l’illuminazione
La prima domanda che mi faccio quando sono incerta sul risultato finale è: “l’edificio è non residenziale?” Se la risposta è sì, 9 volte su 10 il responsabile di una classe che non mi aspetto è il servizio di illuminazione.
Ho già analizzato con voi più volte il caso del servizio di illuminazione che ha lo stesso indice di prestazione sia nell’edificio reale che nell’edificio di riferimento. Questo causa un edificio di riferimento con prestazioni più alte e quindi un edificio reale con una classe nettamente migliore rispetto alle previsioni.
Se è questo il caso non possiamo farci nulla. Il problema risiede solo nella norma, non nel nostro calcolo.
Nota a margine: approfitto dello spazio per i suggerimenti per il miglioramento energetico dell’APE e descrivo sempre le motivazioni per cui la classe è così performante. Il cliente non è tecnico e vale la pena metterlo in guardia dell’effettiva bontà del risultato.
In una casa controlla l’involucro e gli impianti
Se invece il modello riguarda un edificio residenziale, approfondisco due aspetti fondamentali. Il primo è l’impianto:
- se si tratta di un impianto senza rinnovabile, l’indice di prestazione rinnovabile deve essere estremamente basso, dovuto eventualmente solo alla frazione rinnovabile degli assorbimenti elettrici dell’impianto.
- se ho una caldaia, l’efficienza non rinnovabile deve restrare tra il 60% e il 90%. Se è più alto del 100% c’è sicuramente qualcosa da approfondire. Se è molto molto basso bisogna guardare la dispersione dei tubi oppure accumuli mal posizionati o troppo grandi.
Se tutto è corretto si passa all’impianto. Consiglio di verificare per tipologia di struttura (parete, finestra, pavimento, ponte termico…) quali sono gli elementi che disperdono di più e verificare di non aver commesso errori grossolani di inserimento delle aree.
E dopo tutte queste analisi sicuramente avremo avvallato o distrutto la nostra sensazione che “la classe non è giusta”…. ma con i numeri.
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