Requisiti Minimi

Ristrutturazione importante di primo o secondo livello: come si distingue?

Quando si redige una Legge 10 o si valuta un intervento di riqualificazione energetica, una delle domande più frequenti riguarda la corretta classificazione dell'intervento: primo o secondo livello? La risposta è fondamentale perché da…

Quando si redige una Legge 10 o si valuta un intervento di riqualificazione energetica, una delle domande più frequenti riguarda la corretta classificazione dell’intervento: primo o secondo livello?

La risposta è fondamentale perché da questa classificazione dipendono le verifiche energetiche da eseguire e i requisiti da rispettare secondo il Decreto Requisiti Minimi.

La normativa basa la classificazione su due elementi: la percentuale di superficie disperdente lorda interessata dall’intervento e l’eventuale ristrutturazione dell’impianto termico.

Il ruolo della superficie disperdente

Il primo parametro da valutare è la quota di involucro coinvolta dai lavori rispetto alla superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Quando l’intervento interessa una superficie pari o inferiore al 25% della superficie disperdente, si parla di riqualificazione energetica dell’involucro. È il caso, ad esempio, dell’isolamento di una sola facciata, della sola copertura di un edificio alto e snello, o della sostituzione dei serramenti di una porzione limitata dell’edificio.

Se invece l’intervento interessa più del 25% ma non supera il 50% della superficie disperdente lorda, si ricade nella ristrutturazione importante di secondo livello. In questa fascia la presenza o meno di interventi sull’impianto termico non modifica la classificazione.

Un esempio tipico è quello di una villetta nella quale vengono isolati insieme le pareti esterne, la copertura e parte dei serramenti, arrivando a coinvolgere circa il 40% della superficie disperdente complessiva. In questo caso l’intervento è una ristrutturazione importante di secondo livello.

Quando si parla di ristrutturazione importante di primo livello

La ristrutturazione importante di primo livello si verifica quando l’intervento interessa oltre il 50% della superficie disperdente lorda e contemporaneamente è presente la riqualificazione dell’impianto termico.

Le due condizioni devono essere entrambe soddisfatte.

È proprio su questo secondo aspetto che si commettono spesso errori interpretativi. Quando si parla di riqualificazione dell’impianto?

Attenzione: sostituire la caldaia non significa ristrutturare l’impianto

Spesso si ritiene che la semplice sostituzione del generatore sia sufficiente per parlare di ristrutturazione dell’impianto termico. In realtà il concetto di impianto termico è molto più ampio.

L’impianto comprende infatti il sottosistema di produzione e quello di utilizzazione, ovvero ul sistema di generazione, la distribuzione, l’emissione e la regolazione. Di conseguenza, la sostituzione di una vecchia caldaia con una nuova caldaia a condensazione, oppure la sostituzione di una pompa di calore esistente con una nuova macchina più efficiente, non costituisce automaticamente una ristrutturazione dell’impianto.

Per configurare una vera ristrutturazione dell’impianto termico è necessario intervenire in modo sostanziale anche sugli altri sottosistemi impiantistici.

Questo aspetto ha conseguenze molto importanti nella classificazione degli interventi.

ESEMPIO 1

Immaginiamo, ad esempio, un edificio sul quale venga realizzato un cappotto termico che interessa il 60% della superficie disperdente e venga contestualmente sostituita la vecchia caldaia con una nuova caldaia a condensazione. Se tubazioni, terminali e sistemi di regolazione rimangono invariati, l’intervento non configura una ristrutturazione dell’impianto termico.

In questo caso non si ricade nella ristrutturazione importante di primo livello, nonostante sia stata superata la soglia del 50% dell’involucro.

ESEMPIO 2

Al contrario, se oltre all’isolamento dell’involucro, passo da caldaia a gas con radiatori, a pompa di calore con terminale pannelli radianti, allora è sicuramente riqualificazione dell’impianto termico e, superando il 50% della superficie disperdente, si ricade nella ristrutturazione importante di primo livello.

Ristrutturazione importante di primo o secondo livello: come si distingue?

La classificazione può essere sintetizzata in questo modo:

  • superficie disperdente interessata fino al 25%: riqualificazione energetica dell’involucro;
  • superficie disperdente interessata oltre il 25% e fino al 50%: ristrutturazione importante di secondo livello;
  • superficie disperdente interessata oltre il 50% senza una reale ristrutturazione dell’impianto termico: non si configura una ristrutturazione importante di primo livello;
  • superficie disperdente interessata oltre il 50% con ristrutturazione dell’impianto termico: ristrutturazione importante di primo livello.
Ristrutturazione importante di primo o secondo livello come si distingue

Conclusioni

Quando si classifica un intervento non bisogna fermarsi alla percentuale di involucro interessata. La corretta individuazione del livello di intervento richiede anche una valutazione accurata delle opere impiantistiche previste.

La sostituzione del solo generatore non è generalmente sufficiente per parlare di ristrutturazione dell’impianto termico. Per questo motivo, molti interventi che coinvolgono oltre il 50% della superficie disperdente dell’edificio non ricadono automaticamente nella ristrutturazione importante di primo livello.

Comprendere questa distinzione è fondamentale per impostare correttamente la relazione tecnica ex Legge 10 e applicare le verifiche previste dal Decreto Requisiti Minimi.


Questo è uno degli aspetti che genera da sempre più dubbi. La stessa definizione di riqualificazione di impianto non è semplice da applicare. Approfondiremo nei prossimi appuntamenti quali sono i dettagli.

Se hai un dubbio

Energia Positiva

Ricevi ogni settimana contenuti che aiutano a progettare meglio.

Approfondimenti tecnici, interpretazioni normative, checklist e risorse operative per professionisti e professioniste dell’efficienza energetica.

Dal dubbio al progetto

Hai un caso reale da affrontare?

Puoi scrivermi per una domanda tecnica oppure per affidare un progetto di diagnosi, certificazione, Legge 10, riqualificazione o progettazione energetica al gruppo di professionisti e professioniste che seleziono.

Parlami del tuo progetto
Annachiara Castagna
L’autrice

Annachiara Castagna

Ingegnera edile specializzata in efficienza energetica, normativa tecnica e innovazione digitale. Da oltre quindici anni traduco la complessità normativa in conoscenza, metodo e strumenti operativi per professionisti e professioniste.

Scopri il mio percorso

Scopri di più da Energia Positiva

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere