La domanda del cliente: un ufficio al piano terra (A/10) di un piccolo condominio che ha già fatto un intervento importante; è passato da impianti autonomi con caldaie murali a un impianto centralizzato con pompa di calore.
L’unità al piano terra non è stata coinvolta nel cambio dei serramenti e nella ristrutturazione con pannelli radianti. Sono stati inseriti dei ventilconvettori.
Ora la proprietaria vuole intervenire e mi chiede:
“Posso ancora accedere al Conto Termico 3.0 oppure ormai è troppo tardi?”
Tu scatti.
Lui organizza.
Trasforma le foto del sopralluogo in una relazione fotografica ordinata, professionale e pronta da consegnare.
Più tempo per il tuo lavoro.
Carica le immagini, aggiungi le tue spiegazioni e genera il documento con una struttura ordinata.
Scopri l’assistenteLa risposta breve: sì, ma bisogna capire per quali interventi.
La risposta è sì.
Puoi accedere al Conto Termico 3.0, ma il punto non è più “se puoi accedere”.
Il punto è su cosa puoi ancora ottenere l’incentivo.
L’impianto centralizzato infatti è già stato realizzato con il Superbonus che ha consentito il passaggio da caldaie autonome a una pompa di calore centralizzata.
E questo significa una cosa molto precisa: non puoi incentivarlo di nuovo.
Il Conto Termico non consente il doppio incentivo sullo stesso generatore. E quindi tutta la parte “impianto principale” resta fuori.
Resta fuori anche l’opera di trasformazione da terminali fancoil a pannelli a pavimento, non più riconducibili agli interventi del Titolo III.
Quindi non posso fare nulla?
In questi casi serramenti, e stratigrafia del pavimento disperdente tornano ad avere un ruolo centrale. Sono gli interventi che puoi gestire direttamente e che il Conto Termico continua a incentivare.
La proprietaria potrà cambiare tutti i serramenti dell’ufficio con l’incentivo del conto termico e isolare la soletta di pavimento disperdente assicurando così anche una migliore prestazione acustica.
Il Conto Termico 3.0 consente di incentivare la sostituzione dei serramenti in funzione della zona climatica e fino ad un massimo di 800 €/mq. L’incentivo varia tra il 40% e il 65% della spesa sostenuta.
Anche l’inserimento dei BACS diventa una scelta strategica di grande efficacia per il comportamento energetico dell’edificio.
L’errore più comune
Quello che vedo spesso è questo.
Si parte con l’idea di “completare” l’impianto: rifare la distribuzione, cambiare emissione, agganciarsi al centralizzato… e portare tutto a incentivo. Ma quando il generatore è già stato finanziato, quella logica non funziona più.
E se la pratica viene impostata così, il rischio è di sbagliare fin dall’inizio.
Abbiamo certamente tante domande.