Una pompa di calore da 60 dB(A) è rumorosa? E a quale distanza il suo rumore diventa accettabile? Per rispondere bisogna prima capire che cosa rappresentano i decibel dichiarati dal produttore.
Quanti decibel produce una pompa di calore? Non esiste un valore unico: dipende dalla macchina e dalle condizioni di funzionamento. Ma soprattutto, i decibel dichiarati dal produttore non corrispondono necessariamente al rumore percepito da chi abita nelle vicinanze.
Quando scegliamo una pompa di calore, leggiamo con attenzione la potenza termica, il COP, lo SCOP e le temperature di funzionamento.
Poi, nella scheda tecnica, troviamo un altro dato: il livello sonoro, espresso in decibel.
60 dB(A). 55 dB(A). 48 dB(A).
Ma che cosa significano davvero questi numeri?
Soprattutto, se una pompa di calore ha una potenza sonora dichiarata di 60 dB(A), significa che il vicino sentirà 60 dB(A)?
No. Ed è proprio questa distinzione che dobbiamo conoscere prima di progettare l’installazione.
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Scopri l’assistenteQuanti decibel fa una pompa di calore?
Non esiste un unico valore di rumorosità valido per tutte le pompe di calore.
Il livello sonoro dipende da diversi fattori, tra cui:
- La tipologia e la potenza della macchina.
- Le caratteristiche del ventilatore e del compressore.
- La velocità di rotazione e il regime di funzionamento.
- Le condizioni di carico e la temperatura esterna.
- L’eventuale modalità silenziosa.
- Le fasi transitorie, come lo sbrinamento.
Una pompa di calore inverter, ad esempio, può modificare il proprio regime di funzionamento e, di conseguenza, anche l’emissione sonora.
Il dato dichiarato in una determinata condizione di prova non descrive necessariamente tutte le situazioni che si presenteranno durante l’esercizio.
Per questo, nella progettazione acustica, non basta cercare una macchina che abbia pochi decibel sulla scheda tecnica.
Dobbiamo capire quali dati stiamo leggendo e come utilizzarli.
Potenza sonora e pressione sonora: qual è la differenza?
Questi due termini vengono spesso utilizzati come se fossero equivalenti. In realtà rappresentano grandezze fisiche differenti.
Il livello di potenza sonora, Lw
Il livello di potenza sonora descrive l’energia acustica emessa dalla sorgente nell’unità di tempo, espressa attraverso una scala logaritmica.
È una caratteristica della sorgente sonora.
Il produttore può dichiararlo nella documentazione tecnica e, per le apparecchiature soggette ai relativi obblighi di etichettatura, nell’etichetta energetica.
Si esprime in decibel, generalmente con ponderazione A quando si considera il livello globale, indicato come LwA.
È il dato da cui possiamo partire per una valutazione previsionale della propagazione sonora.
Il livello di pressione sonora, Lp
Il livello di pressione sonora descrive invece la pressione acustica in un determinato punto.
Nel nostro caso, potrebbe essere:
- La finestra della camera da letto del vicino.
- Un balcone affacciato sull’unità esterna.
- Un ambiente abitativo dell’edificio servito.
- Un punto di verifica individuato nell’analisi acustica.
Il livello di pressione sonora dipende dalla sorgente, ma anche dalla distanza, dalla geometria dell’installazione e dalle condizioni di propagazione.
Quindi due pompe di calore identiche, installate in posizioni differenti, possono produrre livelli di pressione sonora molto diversi presso lo stesso tipo di ricettore.
La potenza sonora descrive quanto emette la macchina. La pressione sonora descrive il livello che si determina in un punto.
È la seconda grandezza che ci interessa quando vogliamo valutare il rumore che raggiunge un ricettore.
Dove si trovano i decibel della pompa di calore?
Il primo documento da consultare è la scheda tecnica del produttore.
Per le apparecchiature interessate dagli obblighi europei di etichettatura energetica, possiamo trovare anche il livello di potenza sonora ponderato A sull’etichetta energetica.
Nel caso delle pompe di calore con unità interna ed esterna, possono essere riportati due valori distinti.
Uno si riferisce all’emissione sonora dell’unità interna, l’altro a quella dell’unità esterna.
Se vogliamo valutare il rumore che raggiunge un’abitazione vicina, il dato da considerare è quello pertinente all’unità esterna.
Ma attenzione: il dato dell’etichetta energetica rappresenta una condizione di prova dichiarata, non necessariamente la condizione acusticamente più gravosa durante il funzionamento reale.
Per un’analisi più approfondita è opportuno cercare nella documentazione tecnica:
- I livelli di potenza sonora nelle differenti condizioni operative.
- Gli eventuali dati spettrali per bande di ottava.
- Le condizioni di misura e dichiarazione dei valori.
- Le prestazioni delle modalità di funzionamento silenzioso.
Quando disponibili, questi dati permettono di costruire scenari di calcolo più rappresentativi.
Una pompa di calore da 60 dB(A): quanto rumore arriva a 5 o 10 metri?
Facciamo un esempio.
Supponiamo di avere una pompa di calore con un livello di potenza sonora dichiarato pari a:
LwA = 60 dB(A)
Immaginiamo di collocarla in uno spazio aperto, sopra un piano riflettente, e di voler stimare il livello di pressione sonora a diverse distanze.
Per una prima rappresentazione semplificata, assumendo una sorgente puntiforme omnidirezionale che irradia in un semispazio, possiamo utilizzare:
LpA ≈ LwA − 20 log₁₀(r) − 8
dove r è la distanza in metri.
La relazione considera la divergenza geometrica in condizioni ideali. Non comprende tutti gli effetti della propagazione reale, né le caratteristiche specifiche di direttività della macchina.
Otteniamo indicativamente:
| Distanza dalla sorgente | Livello di pressione sonora |
|---|---|
| 1 metro | 52,0 dB(A) |
| 2 metri | 46,0 dB(A) |
| 5 metri | 38,0 dB(A) |
| 10 metri | 32,0 dB(A) |
| 20 metri | 26,0 dB(A) |
Questi valori sono puramente illustrativi e non costituiscono una verifica acustica di un’installazione reale.
Ci aiutano però a comprendere un principio fondamentale.
In campo libero, per una sorgente puntiforme, raddoppiando la distanza il livello di pressione sonora diminuisce di circa 6 dB.

Attenzione: non significa che ogni due metri perdiamo 6 dB. La riduzione si riferisce al raddoppio della distanza.
Da 2 a 4 metri, da 4 a 8 metri, da 8 a 16 metri.
Nella realtà, pareti, superfici riflettenti, ostacoli, caratteristiche del terreno e condizioni di propagazione possono modificare significativamente questi risultati.
Perché due installazioni con la stessa pompa di calore possono avere risultati diversi?
Immaginiamo due edifici.
Nel primo, la pompa di calore è collocata in giardino, lontano dalle facciate.
Nel secondo, la stessa macchina è installata in una rientranza, vicino a due pareti rigide.
La potenza sonora della sorgente può essere identica, ma le condizioni di propagazione sono differenti.
Le superfici possono riflettere il suono e modificare il livello sonoro in determinate direzioni.
Nelle valutazioni semplificate possiamo rappresentare alcune condizioni geometriche attraverso correzioni di direttività. Nei modelli più completi occorre però evitare di conteggiare due volte gli stessi effetti di riflessione.
Anche la presenza di una barriera non garantisce automaticamente una riduzione efficace.
La sua posizione, altezza, estensione e le caratteristiche del percorso tra sorgente e ricettore influenzano il risultato.
Per questo il posizionamento della pompa di calore è una scelta progettuale, non soltanto impiantistica o architettonica.
Come si calcola il livello sonoro al ricettore?
Un riferimento tecnico per la valutazione della propagazione sonora in ambiente esterno è la UNI ISO 9613-2:2024.
La norma descrive un metodo di calcolo che considera diversi fenomeni di attenuazione durante la propagazione del suono.
In forma sintetica, per le singole bande di frequenza, possiamo rappresentare il modello attraverso la relazione:
Lp = Lw + Dc − A
Dove:
- Lw è il livello di potenza sonora.
- Dc rappresenta la correzione di direttività.
- A è l’attenuazione complessiva lungo il percorso di propagazione.
L’attenuazione comprende diversi contributi, tra cui la divergenza geometrica, l’assorbimento atmosferico, gli effetti del terreno e la schermatura.
Per le analisi spettrali si procede con il calcolo nelle singole bande e con la successiva combinazione energetica dei contributi, applicando le ponderazioni pertinenti.
È importante ricordare che il modello ha un proprio campo di applicazione e che le sue ipotesi devono essere compatibili con lo scenario studiato.
Il calcolo della propagazione aerea non esaurisce, inoltre, la valutazione delle vibrazioni trasmesse alle strutture o di altri fenomeni che possono contribuire al disturbo.
Se il risultato è 40 dB(A), la pompa di calore è a norma?
Non possiamo rispondere senza conoscere il contesto.
Il valore di 40 dB(A) viene spesso citato parlando di rumorosità delle pompe di calore, ma non esiste un limite unico di 40 dB(A) applicabile indistintamente a tutte le installazioni.
La verifica deve considerare il quadro normativo pertinente, la classificazione acustica del territorio, il periodo di riferimento e le caratteristiche della sorgente.
In Italia, tra i principali riferimenti normativi troviamo la Legge 447/1995 e il DPCM 14 novembre 1997.
Occorre distinguere, quando applicabili, i limiti assoluti di emissione, quelli di immissione e il criterio differenziale.
Un valore previsionale calcolato al ricettore non può quindi essere confrontato automaticamente con una soglia generica e considerato sufficiente per dichiarare la conformità dell’impianto.
La verifica richiede la corretta individuazione dei parametri, delle condizioni di valutazione e delle competenze professionali necessarie.
Il problema del rumore notturno
C’è un altro aspetto che non possiamo trascurare.
Una pompa di calore può funzionare anche durante le ore notturne, quando il rumore residuo dell’ambiente può essere più basso e il disturbo maggiormente percepibile.
È una situazione particolarmente importante nei sistemi che lavorano con continuità, ad esempio in abbinamento a terminali radianti.
Il livello sonoro può variare in funzione della modulazione del compressore, della velocità del ventilatore e delle condizioni operative.
Per questo una valutazione limitata a un solo dato di targa rischia di non descrivere adeguatamente tutte le condizioni di esercizio.
Nella progettazione è utile analizzare più scenari e individuare quelli potenzialmente critici, coinvolgendo una figura competente in acustica quando necessario.
Dalla scheda tecnica alla valutazione preliminare: prova l’Assistente Acustica PDC
A questo punto la domanda cambia.
Non ci interessa più soltanto sapere quanti decibel produce una pompa di calore.
Vogliamo capire quale livello sonoro può raggiungere un determinato ricettore, in una specifica configurazione di installazione.
Per aiutare chi progetta ad affrontare questa prima analisi ho sviluppato l’Assistente Acustica PDC di EnergIA Positiva.
Lo strumento permette di inserire i dati della sorgente sonora e le principali caratteristiche geometriche e ambientali dell’installazione.
È possibile valutare scenari differenti, modificare la posizione della sorgente e del ricettore, considerare superfici e barriere e confrontare possibili soluzioni di mitigazione.
L’obiettivo è rendere più semplice una valutazione preliminare, utile a individuare situazioni potenzialmente critiche prima che la macchina venga installata.
L’Assistente consente anche di produrre una relazione tecnica che documenta le ipotesi e i risultati della simulazione.
Non sostituisce una valutazione specialistica di impatto acustico né le attività riservate alle figure professionali competenti.
È uno strumento per portare l’attenzione sul rumore già nelle prime fasi della progettazione.
ENERGIA POSITIVA · ASSISTENTI TECNICI
La pompa di calore fa rumore.
Ma quanto ne arriva al vicino?
Non aspettare le prime lamentele. Valuta il rumore già in fase di progetto: simula l’installazione, confronta gli scenari e documenta la tua analisi preliminare.
Assistente Acustica PDC di EnergIA Positiva. Supporto alla valutazione preliminare, non sostitutivo delle verifiche acustiche specialistiche.
Rivedi la Technical Session sulle pompe di calore e il rumore
Abbiamo approfondito questi temi nella Technical Session di EnergIA Positiva del 3 novembre 2026:
Pompe di calore e rumore: perché e come valutarlo prima.
Durante l’incontro abbiamo analizzato la differenza tra potenza e pressione sonora, i principali fenomeni di propagazione e un esempio applicativo di valutazione preliminare.
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La qualità di un progetto non si misura soltanto in kWh
Quando progettiamo una riqualificazione energetica, non possiamo fermarci al rendimento del generatore o al fabbisogno energetico dell’edificio.
Il comfort acustico è parte della qualità complessiva dell’intervento.
Una pompa di calore può essere una scelta eccellente dal punto di vista energetico, ma la sua installazione deve essere studiata anche in relazione agli edifici e alle persone che la circondano.
Conoscere la differenza tra potenza sonora e pressione sonora è il primo passo.
Il secondo è utilizzare queste informazioni per prendere decisioni progettuali consapevoli.
Perché il momento migliore per occuparsi del rumore di una pompa di calore è quando possiamo ancora scegliere dove installarla.