Ho letto e confrontato i Rapporti ENEA 2025 e 2026 per individuare i cambiamenti più significativi. Ecco le cinque riflessioni che, secondo me, ogni progettista e progettista dovrebbe conoscere.
Ogni anno l’ENEA pubblica il Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica, uno dei documenti più autorevoli per comprendere come sta evolvendo il sistema energetico italiano.
Si tratta di oltre duecento pagine di dati, grafici e analisi che fotografano consumi, politiche, incentivi e risultati raggiunti dal nostro Paese. Una lettura indispensabile per chi opera nel settore dell’energia, ma che richiede tempo e una buona capacità di interpretazione.
Per questo motivo ho deciso di leggere integralmente il Rapporto 2026 confrontandolo con l’edizione pubblicata nel 2025. Non per fare un semplice riassunto, ma per capire quali siano i messaggi più importanti che emergono da questo confronto.
Ecco le cinque riflessioni che, a mio avviso, meritano maggiore attenzione.

1. L’Italia continua a migliorare, ma gli obiettivi diventano sempre più ambiziosi
Il Rapporto conferma che le politiche di efficienza energetica continuano a produrre risultati. I risparmi energetici aumentano e gli strumenti messi in campo negli ultimi anni stanno contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali.
Allo stesso tempo, però, cambia anche il contesto europeo. La revisione della Direttiva sull’Efficienza Energetica e il nuovo PNIEC fissano obiettivi sempre più sfidanti. Questo significa che non basta migliorare: occorre farlo con una velocità maggiore rispetto al passato.
La vera sfida non è mantenere i risultati raggiunti, ma accelerare il percorso della transizione.
2. Consumare di più non significa necessariamente essere meno efficienti
Uno degli aspetti che potrebbe essere interpretato in modo superficiale riguarda l’aumento dei consumi finali registrato nel 2024.
Il dato potrebbe far pensare a un peggioramento dell’efficienza energetica. In realtà il Rapporto invita a una lettura più attenta.
I consumi dipendono anche dall’andamento climatico, dalla crescita economica, dalla produzione industriale e dalla domanda di mobilità. Per capire se un Paese diventa realmente più efficiente è necessario osservare anche indicatori come l’intensità energetica e l’indice ODEX.
Ed è proprio qui che emerge un segnale positivo: il sistema energetico italiano continua a migliorare sotto il profilo dell’efficienza tecnica.
3. Gli incentivi stanno cambiando
Dopo gli anni caratterizzati dal Superbonus, il sistema degli incentivi entra in una fase diversa.
Le detrazioni fiscali continuano a rappresentare uno strumento fondamentale, ma il loro peso relativo tende progressivamente a ridursi. Crescono invece il ruolo del Conto Termico e dei Certificati Bianchi, contribuendo a rendere più equilibrato il sistema delle politiche di efficienza energetica.
È un’evoluzione importante, perché nessuna strategia nazionale può dipendere nel lungo periodo da un’unica misura incentivante.
4. I trasporti restano il settore più difficile
Il Rapporto conferma ancora una volta come il settore dei trasporti rappresenti una delle principali criticità della transizione energetica.
Nonostante il miglioramento delle tecnologie e la diffusione della mobilità elettrica, i consumi continuano a crescere. La domanda di mobilità aumenta più rapidamente dei benefici ottenuti grazie all’innovazione tecnologica.
È un tema che richiederà politiche sempre più integrate, capaci di affiancare l’innovazione dei veicoli a una diversa organizzazione della mobilità.
5. La vera sfida riguarda la qualità delle decisioni
È questa la riflessione che mi ha colpito maggiormente durante la lettura del Rapporto.
Negli ultimi anni abbiamo parlato soprattutto di incentivi, tecnologie e nuovi impianti. Oggi emerge con forza un altro tema: la qualità delle decisioni progettuali.
Dietro ogni edificio efficiente ci sono scelte corrette di progettazione.
Dietro ogni impianto performante c’è un corretto dimensionamento.
Dietro ogni risparmio energetico c’è la capacità di interpretare una norma e trasformarla in una soluzione tecnica efficace.
Per questo motivo credo che il valore di progettisti e progettiste diventerà sempre più centrale nei prossimi anni.
Le mie conclusioni
Il Rapporto ENEA 2026 racconta un’Italia che continua a migliorare, ma che entra in una fase nuova della transizione energetica.
La stagione delle misure straordinarie lascia progressivamente spazio a quella della programmazione, del monitoraggio e della qualità progettuale.
Per chi opera nel settore dell’efficienza energetica il messaggio è chiaro: la competenza tecnica diventerà sempre più il fattore che farà la differenza.
