Quando esce una nuova norma, la tentazione è sempre la stessa: cercare subito “cosa cambia”.
È una domanda legittima, ma spesso rischia di far perdere di vista l’aspetto più importante. Le modifiche normative non sono solo un elenco di nuovi obblighi: raccontano la direzione che il legislatore intende seguire nei prossimi anni.
Il D.Lgs. 5/2026, che recepisce la direttiva RED III, ne è un esempio.

Molte disposizioni non producono effetti immediati sulla progettazione degli edifici, ma introducono principi che influenzeranno i futuri decreti attuativi, l’evoluzione dei software di calcolo e, più in generale, il modo in cui saremo chiamati a progettare gli impianti e gestire l’energia.
Leggendo il decreto ho evidenziato alcuni passaggi che ritengo particolarmente significativi.
Non necessariamente i più lunghi.
Non necessariamente quelli più discussi.
Ma quelli che, a mio avviso, aiutano a comprendere dove sta andando il settore.
Per questo motivo ho preparato un breve documento dal titolo:
“D.Lgs. 5/2026 – 5 sottolineature da conoscere”
Non è un commentario giuridico.
È una lettura tecnica, ragionata e orientata alla pratica professionale, nella quale condivido alcune riflessioni sugli articoli che considero più rilevanti per progettisti, certificatori energetici e consulenti.
Troverai, tra gli altri, alcuni spunti su:
- i nuovi obiettivi nazionali per le fonti rinnovabili;
- l’evoluzione degli obblighi negli interventi sugli impianti;
- il ruolo sempre più centrale dei sistemi di accumulo e dei dati;
- la progressiva integrazione tra edificio, rete e mobilità.
L’obiettivo non è sostituire la lettura della norma, ma offrire una chiave di interpretazione tecnica che aiuti a coglierne le implicazioni operative.
👉 Puoi scaricare gratuitamente il documento.
