Pillole di analisi energetica

Ponti termici nella Relazione Legge 10: vanno inseriti tutti nel modello energetico?

Una delle domande che mi viene posta più frequentemente durante i corsi di progettazione energetica è: "I ponti termici vanno modellati tutti nella Legge 10?" https://www.youtube.com/watch?v=SuLnbxFVTfo La risposta è sì. Quando si realizza una…

Una delle domande che mi viene posta più frequentemente durante i corsi di progettazione energetica è: “I ponti termici vanno modellati tutti nella Legge 10?”

La risposta è sì. Quando si realizza una Relazione ex Legge 10, un APE o una verifica secondo il Decreto Requisiti Minimi, il modello energetico deve rappresentare il comportamento reale dell’edificio. I ponti termici non sono un elemento accessorio, ma contribuiscono alle dispersioni dell’involucro e influenzano direttamente i risultati del calcolo.

I ponti termici nella Legge 10 possono essere di due tipologie principali. Geometrici derivano dalla forma dell’edificio, ad esempio negli angoli in cui la superficie disperdente vista dall’esterno è diversa da quella vista dall’interno. I ponti termici materici, invece, sono dovuti all’incontro tra materiali o componenti differenti, come il collegamento tra parete e serramento, tra solaio e muratura, tra pilastro e tamponamento oppure tra balcone e struttura.

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Dal coefficiente forfettario alla modellazione dettagliata dei ponti termici

Chi lavora nel settore da qualche anno ricorda che, fino all’aggiornamento normativo del 2014, era ancora diffusa la pratica di considerare le dispersioni dei ponti termici attraverso un coefficiente percentuale applicato all’intero edificio. Con l’introduzione delle nuove procedure di calcolo questo approccio è stato progressivamente abbandonato a favore di una modellazione puntuale delle singole lunghezze dei ponti termici.

Il nuovo Decreto Requisiti Minimi introduce un ulteriore passo avanti. Per ottenere una rappresentazione fedele dell’edificio non sarà più sufficiente inserire un unico ponte termico del serramento, ma sarà necessario distinguere i diversi elementi costruttivi: davanzale, mazzette laterali, architrave e cassonetto, ciascuno caratterizzato da una propria trasmittanza termica lineica.

Questo significa che la qualità del modello energetico dipenderà sempre di più dalla capacità del progettista di descrivere correttamente tutti i nodi costruttivi e non soltanto gli elementi principali dell’involucro.

Esistono ponti termici che possono essere esclusi?

Nella pratica progettuale esiste una sola vera eccezione: i ponti termici con trasmittanza termica lineica nulla (Ψ = 0 W/mK).

Un caso tipico è quello dell’innesto di una parete interna su una parete esterna quando, utilizzando le dimensioni lorde esterne previste dalle norme di calcolo, il contributo del ponte termico risulta nullo. In questa situazione il ponte termico non produce né un incremento né una riduzione delle dispersioni e il suo effetto energetico è pari a zero.

Diverso è il caso dei ponti termici con trasmittanza lineica negativa. Sebbene possano rappresentare un effetto favorevole durante il periodo invernale, non devono essere eliminati dal modello. Il loro valore descrive comunque una condizione fisica reale dell’edificio e contribuisce alla corretta rappresentazione delle superfici disperdenti.

Una modellazione corretta è fondamentale per Legge 10 e APE

Con l’evoluzione della normativa energetica italiana, la precisione nella modellazione dell’involucro assume un ruolo sempre più importante. Un modello incompleto può influenzare le verifiche di progetto, i fabbisogni energetici, la valutazione delle prestazioni e, in alcuni casi, anche la conformità della documentazione tecnica.

Per questo motivo, nella Relazione ex Legge 10, nella redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e nelle simulazioni energetiche è buona pratica inserire tutti i ponti termici presenti, ad eccezione dei casi in cui la trasmittanza lineica sia realmente nulla. Non si tratta di “aggiungere dispersioni”, ma di rappresentare fedelmente il comportamento dell’edificio, così come richiesto dalle metodologie di calcolo e dal nuovo quadro normativo.

Nel video che accompagna questo articolo spiego, con esempi pratici, quali ponti termici devono essere sempre modellati, quali possono essere esclusi e perché il nuovo Decreto Requisiti Minimi richiede oggi un livello di dettaglio molto superiore rispetto al passato.


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Annachiara Castagna

Ingegnera edile specializzata in efficienza energetica, normativa tecnica e innovazione digitale. Da oltre quindici anni traduco la complessità normativa in conoscenza, metodo e strumenti operativi per professionisti e professioniste.

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