Nel calcolo energetico degli edifici esistono parametri poco conosciuti ma fondamentali per comprendere il comportamento reale degli impianti. Uno di questi è il Fattore F1, introdotto nella norma UNI TS 11300-2 per correggere il rendimento dei generatori a combustibili fossili in funzione del loro sovradimensionamento.
In termini semplici, il Fattore F1 misura quanto la potenza della caldaia installata sia superiore rispetto alla reale potenza richiesta dall’edificio.
La definizione è:
Dove il carico termico viene determinato secondo la norma UNI EN 12831, utilizzata per il calcolo dei fabbisogni di progetto.
Perché il sovradimensionamento è un problema
Per anni molti impianti sono stati progettati “abbondando” sulla potenza della caldaia. In realtà, una caldaia troppo grande rispetto al fabbisogno reale lavora peggio, con maggiori cicli di accensione e spegnimento e un rendimento inferiore.
Ed è proprio qui che interviene il Fattore F1: più il generatore è sovradimensionato, più il rendimento viene penalizzato.
Un esempio pratico riportato nel dizionario del bilancio energetico mostra una caldaia da cui deriva un F1 pari a 2, cioè una potenza doppia rispetto al carico richiesto. In questo caso il rendimento passa dal 90% all’88%.
Attenzione alle caldaie a condensazione
Esiste però una particolarità importante: nelle caldaie a condensazione il Fattore F1 vale sempre zero. Questo significa che il rendimento non viene corretto anche in presenza di sovradimensionamento.
Il fattore F1 riguarda quindi principalmente le caldaie tradizionali e non le pompe di calore.
Comprendere questi parametri è fondamentale non solo per produrre APE più accurati, ma anche per progettare impianti realmente efficienti, evitando errori che possono peggiorare consumi energetici e prestazioni dell’edificio.