Verifiche prestazionali, prescrittive e categorie di intervento: come individuare correttamente i requisiti applicabili ed evitare errori nella relazione tecnica.
Il software ha terminato il calcolo. Tutte le verifiche sono positive. La relazione tecnica Legge 10 è pronta per essere consegnata.
Ma siamo sicuri di aver effettuato tutte le verifiche obbligatorie?
È una domanda meno banale di quanto possa sembrare.
Con l’aggiornamento della disciplina sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, diventa ancora più importante distinguere tra le verifiche che il software esegue e quelle che la normativa richiede effettivamente per lo specifico intervento.
Il punto di partenza, infatti, non è il calcolo energetico.
È la corretta individuazione dei requisiti applicabili.
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Scopri l’assistente1. Prima delle verifiche: quale intervento stiamo progettando?
La prima operazione da compiere è classificare correttamente l’intervento edilizio.
La normativa distingue diverse categorie, tra cui:
- Nuova costruzione ed edifici assimilati.
- Ristrutturazione importante di primo livello.
- Ristrutturazione importante di secondo livello.
- Riqualificazione energetica.
A ciascuna categoria corrisponde un insieme di requisiti e prescrizioni.
La distinzione è fondamentale perché non tutte le verifiche energetiche sono richieste per tutte le tipologie di intervento.
Pensiamo alla sostituzione dei serramenti di un edificio esistente.
Le verifiche applicabili a questo intervento non coincidono necessariamente con quelle richieste per una ristrutturazione importante che coinvolge una parte significativa dell’involucro.
Allo stesso modo, intervenire sull’impianto di climatizzazione non significa automaticamente dover effettuare tutte le verifiche previste per una nuova costruzione.
Occorre valutare l’effettivo campo di applicazione delle disposizioni.
Il primo errore possibile è quindi scegliere una categoria di intervento non corretta.
In questo caso, anche un calcolo perfettamente eseguito potrebbe non dimostrare la conformità rispetto ai requisiti realmente applicabili.
2. Verifiche prestazionali: quali indicatori dobbiamo controllare?
Le verifiche prestazionali permettono di valutare il comportamento energetico dell’edificio o dei suoi servizi attraverso specifici indicatori.
Nel quadro dei requisiti minimi troviamo, tra gli altri:
EPH,nd – Fabbisogno di energia termica utile per la climatizzazione invernale
Esprime il fabbisogno di energia termica utile dell’edificio per il riscaldamento, nelle condizioni di calcolo previste.
È un indicatore che permette di valutare il comportamento energetico dell’involucro rispetto al servizio di climatizzazione invernale.
EPC,nd – Fabbisogno di energia termica utile per la climatizzazione estiva
Rappresenta il fabbisogno di energia termica utile per il raffrescamento.
La sua valutazione è particolarmente significativa per comprendere il comportamento estivo dell’edificio, anche in relazione agli apporti solari e alle caratteristiche dell’involucro.
EPgl,tot – Indice di prestazione energetica globale totale
Considera la prestazione energetica globale dell’edificio secondo i servizi energetici e le modalità di calcolo previste dalla normativa.
Efficienze dei servizi energetici
Le verifiche sulle efficienze riguardano i servizi energetici interessati, secondo le condizioni di applicabilità previste.
Il dubbio da porsi
Se il mio edificio rispetta il limite di EPgl,tot, posso considerare soddisfatti anche gli altri requisiti?
La risposta è no.
Gli indicatori valutano aspetti differenti della prestazione energetica e non sono automaticamente sostituibili tra loro.
Inoltre, ciascuna verifica deve essere effettuata soltanto quando richiesta per la specifica categoria di intervento.
Non è quindi corretto utilizzare il risultato positivo di un indicatore per presumere il rispetto di requisiti differenti.
3. Verifiche prescrittive: quando la prestazione energetica non basta
Accanto alle verifiche prestazionali, la normativa prevede requisiti di natura prescrittiva.
Questi possono riguardare direttamente le caratteristiche dell’involucro edilizio e le condizioni progettuali.
Tra le grandezze e gli aspetti da considerare, quando applicabili, troviamo:
Trasmittanza termica U
La trasmittanza dei componenti edilizi deve rispettare i limiti previsti per la specifica situazione.
Coefficiente medio globale di scambio termico per trasmissione H’T
Questo indicatore permette di valutare le dispersioni per trasmissione dell’involucro in relazione alla superficie disperdente.
Area solare equivalente estiva
La verifica è finalizzata al controllo degli apporti solari attraverso le superfici trasparenti, secondo le condizioni previste dalla normativa.
Comportamento estivo delle strutture
Le caratteristiche termiche dell’involucro opaco assumono particolare importanza nella valutazione del comportamento estivo.
Verifiche igrotermiche
La progettazione deve considerare le verifiche richieste per il controllo dei fenomeni di condensazione e del rischio di formazione di muffe.
Hai un dubbio sui requisiti della Legge 10?
Prima di iniziare il calcolo energetico, verifica di aver individuato correttamente i requisiti applicabili al tuo intervento.
Nel Legge 10 Lab trovi l’Assistente Legge 10, uno strumento gratuito pensato per supportare professioniste e professionisti nell’interpretazione dei requisiti e delle verifiche energetiche.
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4. Il software ha verificato tutto? Cinque controlli prima di consegnare
I software di calcolo energetico sono strumenti indispensabili per l’attività professionale.
La loro efficacia dipende però anche dalla correttezza delle informazioni inserite e delle impostazioni utilizzate.
Prima di considerare conclusa una relazione tecnica Legge 10, suggerisco cinque controlli.
1. Verificare la categoria di intervento
La classificazione iniziale è coerente con le opere effettivamente previste?
Sono state considerate correttamente le superfici interessate e le caratteristiche degli interventi sull’impianto?
2. Controllare l’elenco dei requisiti applicabili
Il software ha eseguito tutte le verifiche richieste?
Sono presenti eventuali prescrizioni che devono essere controllate separatamente?
3. Verificare i dati dell’involucro
Le stratigrafie corrispondono alle soluzioni progettate?
Le trasmittanze sono corrette?
I ponti termici sono stati considerati coerentemente con la metodologia di calcolo?
4. Controllare i dati impiantistici
Le caratteristiche dei generatori e dei sistemi impiantistici corrispondono alle soluzioni progettuali?
Sono stati individuati correttamente i servizi energetici presenti?
5. Verificare la coerenza della relazione tecnica
La relazione descrive correttamente l’intervento?
I risultati riportati corrispondono al modello energetico?
Sono presenti tutte le informazioni e le verifiche richieste?
Una relazione tecnica completa deve dimostrare la conformità del progetto, non soltanto riportare risultati numerici positivi.
5. E gli obblighi sulle fonti rinnovabili?
C’è un ulteriore aspetto che merita attenzione.
Il rispetto dei requisiti minimi di prestazione energetica non dimostra automaticamente il rispetto degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili.
Le due discipline devono essere coordinate, considerando i rispettivi campi di applicazione.
Con il recepimento della RED III, gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili interessano diverse categorie di intervento, secondo condizioni e decorrenze specifiche.
Per questo è necessario valutare separatamente:
- I requisiti minimi di prestazione energetica.
- Gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili.
- Le eventuali disposizioni regionali applicabili.
- Le condizioni temporali che determinano l’applicazione delle diverse disposizioni.
Un progetto può soddisfare le verifiche energetiche previste dal decreto sui requisiti minimi senza aver ancora dimostrato la conformità agli obblighi sulle fonti rinnovabili.
È una distinzione che può incidere sulle scelte progettuali.
6. Come essere sicuri di non aver dimenticato una verifica?
Un metodo utile consiste nel predisporre, prima di iniziare il calcolo, una matrice dei requisiti applicabili.
Per ogni requisito possiamo individuare:
| Elemento | Informazione da verificare |
|---|---|
| Categoria di intervento | Classificazione normativa |
| Requisito | Prestazionale o prescrittivo |
| Applicabilità | Obbligatorio, non applicabile o soggetto a condizioni |
| Limite | Valore o condizione da rispettare |
| Metodo | Modalità di verifica |
| Risultato | Esito del calcolo o della valutazione |
| Documentazione | Evidenza della conformità |
Questa impostazione permette di mantenere il controllo sul processo di verifica.
È particolarmente utile quando l’intervento comprende opere differenti, soggette a requisiti specifici.
La matrice non sostituisce la normativa né le verifiche del software, ma aiuta a documentare il percorso seguito.
7. Legge 10: la verifica più importante viene prima del calcolo
Quando prepariamo una relazione tecnica, concentriamo spesso l’attenzione sui risultati.
Verifichiamo gli indicatori, confrontiamo i valori con i limiti e controlliamo che il software restituisca un esito positivo.
Ma esiste una domanda preliminare che merita altrettanta attenzione:
Abbiamo individuato correttamente tutte le verifiche che la normativa richiede per questo intervento?
È da questa domanda che dovrebbe partire ogni progetto energetico.
Perché conoscere i requisiti significa poter interpretare i risultati, riconoscere eventuali criticità e assumere decisioni progettuali consapevoli.
La prossima volta che tutte le verifiche della tua Legge 10 saranno positive, prima di consegnare la relazione tecnica, prova a chiederti:
«Ho verificato tutto quello che dovevo verificare?»
La risposta dovrebbe essere documentabile, non soltanto intuitiva.
Hai un dubbio sui requisiti della Legge 10?
Prima di iniziare il calcolo energetico, verifica di aver individuato correttamente i requisiti applicabili al tuo intervento.
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